mercoledì 26 agosto 2026

 

Campionato di calcio 1938-39: il Bologna torna campione d’Italia

Campionato di calcio 1938-39: scopri la storia dello Scudetto del Bologna, la classifica completa, Puricelli, Weisz, Felsner, risultati e protagonisti della stagione.

Il campionato italiano di calcio 1938-39 rappresenta una delle stagioni più importanti nella storia del calcio italiano degli anni Trenta. La Serie A, giunta alla sua decima edizione a girone unico, vide il ritorno al successo del Bologna, capace di conquistare il quinto titolo nazionale della propria storia al termine di una lunga e combattuta stagione.

Il torneo si disputò dal 18 settembre 1938 al 28 maggio 1939 e coinvolse 16 squadre, per un totale di 240 partite. Il Bologna chiuse il campionato al primo posto con 42 punti, davanti al Torino, secondo a quota 38, e all'Ambrosiana-Inter, terza con 37 punti.

La stagione fu però molto più di una semplice corsa allo Scudetto. Fu un campionato segnato da grandi protagonisti, dal ritorno di Hermann Felsner sulla panchina rossoblù, dall'esplosione dell'attaccante Ettore Puricelli e, soprattutto, dal dramma umano di Árpád Weisz, uno degli allenatori più importanti della storia del Bologna, costretto ad abbandonare l'Italia a causa delle leggi razziali.

Il campionato italiano 1938-39

La Serie A 1938-39 arrivò pochi mesi dopo il trionfo della Nazionale italiana ai Mondiali del 1938 in Francia. Il calcio italiano viveva quindi un periodo di grande prestigio internazionale.

Il campionato prevedeva ancora il tradizionale sistema a due punti per la vittoria, uno per il pareggio e zero per la sconfitta. Le 16 partecipanti si affrontarono in un girone all'italiana con gare di andata e ritorno.

In totale furono disputate 240 partite, nelle quali vennero realizzate 593 reti.

Tra le squadre più attese figuravano Bologna, Torino, Ambrosiana-Inter, Genova 1893, Juventus, Milan e Roma. Ma la prima parte del torneo avrebbe regalato anche la sorprendente presenza del Liguria nelle zone alte della classifica.

Il Bologna alla ricerca del quinto Scudetto

Il Bologna arrivava alla stagione 1938-39 dopo alcuni anni straordinari. La squadra emiliana era stata una delle grandi protagoniste del calcio italiano degli anni Trenta e puntava a tornare ai vertici dopo una stagione precedente meno brillante.

La società decise di intervenire sulla rosa e accolse due importanti novità: il centrocampista Aurelio Marchese e soprattutto Héctor Puricelli Seña, attaccante uruguaiano destinato a diventare immediatamente uno dei protagonisti del campionato. In quanto oriundo il suo nome fu italianizzato in Ettore Puricelli.

Puricelli si dimostrò subito un centravanti estremamente efficace. Il suo gioco aereo diventò una delle armi principali del Bologna: dei suoi 19 gol in campionato, ben nove arrivarono di testa, spesso sfruttando i cross di Amedeo Biavati.

Il Bologna iniziò molto bene il campionato, vincendo in trasferta contro il Genova e superando poi il Bari con un risultato ricco di gol.

Ma dietro le quinte la situazione era drammatica.



Una formazione del Bologna nella stagione 1938-39. Da sinistra, in piedi: Francisco Fedullo, Bruno Maini, Raffaele Sansone, Amedeo Biavati, Mario Pagotto, Giordano Corsi; accosciati: Pietro Ferrari, Carlo Reguzzoni, Michele Andreolo, Ettore Puricelli, Secondo Ricci.


Il dramma di Árpád Weisz

Uno degli episodi più dolorosi della stagione riguarda Árpád Weisz, l'allenatore che aveva contribuito in modo determinante ai grandi successi del Bologna.

Le leggi razziali promulgate dal regime fascista costrinsero Weisz, di origine ebraica, ad abbandonare l'Italia. Il 27 ottobre 1938 lasciò il Bologna e iniziò con la famiglia un difficile percorso che lo avrebbe portato prima in Francia e successivamente verso una tragica fine nei campi di concentramento nazisti.

La società affidò quindi la panchina a Hermann Felsner, tecnico austriaco che conosceva già molto bene l'ambiente bolognese e che tornò alla guida della squadra.

La sostituzione avvenne in un momento delicatissimo, ma Felsner riuscì a dare continuità al progetto e accompagnò il Bologna verso la conquista dello Scudetto.

La sorpresa Liguria

Nella prima parte del campionato, una delle principali sorprese fu il Liguria.

La squadra genovese riuscì a inserirsi nella lotta per il vertice e chiuse il girone d'andata a quota 22 punti insieme al Bologna, dando vita a una corsa allo Scudetto molto più incerta di quanto ci si potesse aspettare.

Il Bologna, tuttavia, riuscì progressivamente a trovare maggiore continuità.

La squadra rossoblù mise insieme una lunga serie di risultati utili, arrivando a 19 partite consecutive senza sconfitte prima di essere battuta dalla Juventus nel mese di aprile.

Questa continuità fu decisiva per respingere gli assalti delle principali rivali.

Bologna, Torino e Ambrosiana-Inter: la lotta per lo Scudetto

Con il passare delle giornate, la corsa al titolo si concentrò soprattutto su Bologna, Torino e Ambrosiana-Inter.

Il Torino disputò un ottimo campionato, chiudendo al secondo posto con 38 punti. L'Ambrosiana-Inter terminò invece terza con 37 punti.

Il Bologna riuscì però a mantenere un margine di sicurezza grazie a una combinazione di solidità difensiva, continuità nei risultati e capacità realizzativa.

Al termine delle 30 giornate, i rossoblù avevano ottenuto:

  • 16 vittorie

  • 10 pareggi

  • 4 sconfitte

  • 53 gol segnati

  • 31 gol subiti

  • 42 punti

Il secondo posto del Torino arrivò a quattro punti di distanza, mentre l'Ambrosiana-Inter terminò a cinque lunghezze.

Il Bologna conquista lo Scudetto

Il momento decisivo arrivò il 30 aprile 1939, alla 28ª giornata.

Il Bologna era impegnato al Campo Testaccio contro la Roma. La partita terminò 1-0 per i rossoblù grazie a un gol di Puricelli al 47º minuto.

Quella vittoria permise al Bologna di conquistare matematicamente il titolo con due giornate d'anticipo. Era il quinto Scudetto della storia del club.

Fu un successo particolarmente significativo perché arrivava dopo una stagione complessa, caratterizzata dall'addio forzato di Weisz e dal cambio di allenatore.

La vittoria contro la Roma rappresentò quindi il coronamento di una straordinaria rimonta e di una stagione di grande continuità.

Ettore Puricelli, il bomber del campionato

Uno dei grandi protagonisti della Serie A 1938-39 fu senza dubbio Ettore Puricelli.

Alla sua prima stagione italiana, il centravanti del Bologna realizzò 19 gol, conquistando il titolo di capocannoniere insieme ad Aldo Boffi, attaccante del Milan, anch'egli autore di 19 reti.

Puricelli era particolarmente pericoloso nel gioco aereo. La sua capacità di anticipare i difensori e sfruttare i cross di Biavati rappresentò una delle principali caratteristiche offensive del Bologna.

Il suo rendimento fu fondamentale per la conquista dello Scudetto e lo rese immediatamente uno degli attaccanti più importanti del calcio italiano.



Ettore Puricelli, uno dei capocannonieri del campionato



Aldo Boffi del Milan, l'altro capocannoniere stagionale



Amedeo Biavati e la forza del Bologna

Accanto a Puricelli, un ruolo importante fu ricoperto da Amedeo Biavati, uno dei giocatori più talentuosi del Bologna dell'epoca.

I suoi cross rappresentavano una delle principali fonti di rifornimento per il centravanti uruguaiano. La combinazione tra Biavati e Puricelli contribuì a rendere l'attacco rossoblù particolarmente efficace.

Il Bologna poteva inoltre contare su una squadra ricca di elementi di esperienza, tra i quali figuravano giocatori come Michele Andreolo, Mario Montesanto, Michele Corsi, Fedullo e Reguzzoni.

Era una formazione costruita per competere ai massimi livelli e capace di trasformare la solidità collettiva nella propria principale arma.

La classifica finale della Serie A 1938-39

La classifica del campionato italiano 1938-39 terminò nel seguente modo:

PosizioneSquadraPuntiGVNPGFGS
1Bologna4230161045331
2Torino3830141064534
3Ambrosiana-Inter373014975537
4Genova 1893353014795330
5Roma3130143133935
6Liguria3130127113534
7Napoli3130101193035
8Juventus293081392834
9Milan2830108123634
10Lazio2830116133340
11Bari273099123346
12Novara263098132732
13Modena253089133240
14Triestina2430710132328
15Livorno243096154049
16Lucchese2430710133154

Il Bologna chiuse quindi il torneo con quattro punti di vantaggio sul Torino. In coda, Livorno e Lucchese terminarono a 24 punti e furono retrocesse; la Triestina riuscì invece a salvarsi grazie al miglior quoziente reti nei confronti delle rivali a pari punti.

Le squadre protagoniste

Bologna

Campione d'Italia con 42 punti, il Bologna fu la squadra più continua del torneo. Sedici vittorie e appena quattro sconfitte permisero ai rossoblù di conquistare il quinto titolo nazionale.

Torino

Il Torino rappresentò la principale rivale del Bologna. Con 38 punti, 14 vittorie e 45 gol realizzati, chiuse al secondo posto.

Ambrosiana-Inter

L'Ambrosiana-Inter arrivò terza con 37 punti. Fu inoltre la squadra con il miglior attacco del campionato insieme al Genova? No: l'Ambrosiana-Inter segnò 55 reti, il dato più alto dell'intero torneo.

Genova 1893

Il Genova completò un ottimo campionato, terminando quarto con 35 punti. La squadra ligure segnò 53 gol e subì appena 30 reti, mostrando una notevole solidità complessiva.

Roma

La Roma chiuse quinta con 31 punti. Il club capitolino fu però protagonista indirettamente della conquista dello Scudetto, visto che proprio contro i giallorossi il Bologna conquistò matematicamente il titolo.

La Juventus e il Milan

La Juventus concluse la stagione all'ottavo posto con 29 punti, frutto di otto vittorie, 13 pareggi e nove sconfitte.

Il Milan terminò invece al nono posto con 28 punti. La squadra rossonera poteva comunque contare sul proprio attaccante Aldo Boffi, autore di 19 gol e capocannoniere del torneo insieme a Puricelli.

Il dato relativo ai marcatori è particolarmente interessante: i due principali cannonieri della Serie A 1938-39 appartenevano a due squadre che terminarono rispettivamente prima e nona in classifica.

Le retrocessioni: Livorno e Lucchese

In fondo alla classifica la situazione fu molto equilibrata.

Livorno e Lucchese terminarono entrambe a 24 punti, ma furono le due squadre retrocesse in Serie B.

La Triestina, anch'essa a quota 24, riuscì invece a salvarsi grazie al miglior quoziente reti. La Lucchese ebbe inoltre la peggior differenza reti del campionato, con 31 gol segnati e ben 54 subiti.

I numeri del campionato 1938-39

La stagione può essere riassunta attraverso alcuni numeri significativi:

  • 16 squadre partecipanti

  • 30 giornate per ogni squadra

  • 240 partite disputate

  • 593 gol complessivi

  • 42 punti del Bologna campione

  • 16 vittorie del Bologna

  • 4 sconfitte del Bologna

  • 53 gol segnati dal Bologna

  • 31 gol subiti dal Bologna

  • 19 gol di Puricelli

  • 19 gol di Aldo Boffi

  • 55 gol dell'Ambrosiana-Inter, miglior attacco del torneo

  • 30 aprile 1939, data della conquista matematica dello Scudetto da parte del Bologna.

Il significato storico dello Scudetto del Bologna

Il quinto titolo conquistato dal Bologna nel 1938-39 rappresentò la conferma del ruolo centrale che il club emiliano aveva avuto nel calcio italiano degli anni Trenta.

La squadra aveva attraversato una stagione tutt'altro che semplice. L'addio forzato di Weisz avrebbe potuto destabilizzare l'ambiente, ma il ritorno di Hermann Felsner garantì continuità tecnica.

Il successo fu quindi il risultato di una combinazione di esperienza, qualità individuale e organizzazione.

Ma oggi quella stagione viene ricordata anche per un motivo molto più doloroso: il destino di Árpád Weisz. La storia sportiva del Bologna 1938-39 non può essere separata dal contesto politico e sociale nel quale si sviluppò.

Una stagione alla vigilia della guerra

Il campionato 1938-39 fu disputato in un'Europa sempre più vicina alla Seconda guerra mondiale.

Mentre il Bologna conquistava il suo quinto Scudetto, il continente viveva una fase di crescente tensione politica. Pochi mesi dopo la conclusione del campionato, nel settembre 1939, sarebbe iniziato il conflitto mondiale.

Il calcio italiano si trovava quindi alla vigilia di una trasformazione profonda. Le stagioni successive sarebbero state inevitabilmente condizionate dagli eventi bellici.

In questo senso, il campionato 1938-39 rappresenta quasi la conclusione di un'epoca del calcio italiano: quella dei grandi tornei degli anni Trenta, delle sfide tra Bologna, Ambrosiana-Inter, Juventus e Torino e delle grandi squadre costruite prima della guerra.

Conclusione

Il campionato di calcio 1938-39 fu una stagione memorabile per il Bologna.

La squadra rossoblù conquistò il quinto Scudetto della propria storia, terminando il torneo con 42 punti e precedendo Torino e Ambrosiana-Inter. La continuità della squadra, la capacità realizzativa di Puricelli e il lavoro di Hermann Felsner furono fondamentali per il successo.

Ma dietro il trionfo sportivo rimane una delle pagine più drammatiche della storia del calcio italiano: l'allontanamento di Árpád Weisz a causa delle leggi razziali e la successiva tragica sorte dell'allenatore.

Il Bologna del 1938-39 rimane quindi una squadra importante non soltanto per il suo quinto Scudetto, ma anche perché la sua storia racconta un momento in cui il calcio italiano era ancora protagonista sui campi, mentre fuori dagli stadi l'Europa si avviava verso la tragedia della guerra.

FAQ sul campionato di calcio 1938-39

Chi vinse il campionato italiano di calcio 1938-39?

Il Bologna vinse il campionato italiano di calcio 1938-39, conquistando il quinto Scudetto della propria storia.

Quanti punti fece il Bologna nel campionato 1938-39?

Il Bologna concluse il campionato con 42 punti, grazie a 16 vittorie, 10 pareggi e quattro sconfitte.

Chi fu il capocannoniere della Serie A 1938-39?

I capocannonieri furono Ettore Puricelli del Bologna e Aldo Boffi del Milan, entrambi con 19 gol.

Quando il Bologna vinse matematicamente lo Scudetto 1938-39?

Il Bologna conquistò matematicamente il titolo il 30 aprile 1939, battendo la Roma 1-0 al Campo Testaccio grazie a un gol di Puricelli.

Chi arrivò secondo nel campionato 1938-39?

Il Torino arrivò secondo con 38 punti, quattro in meno del Bologna campione.

Quante squadre parteciparono alla Serie A 1938-39?

Alla Serie A 1938-39 parteciparono 16 squadre, che disputarono complessivamente 240 partite.

Quali squadre retrocessero nel 1938-39?

Le squadre retrocesse furono Livorno e Lucchese. Entrambe terminarono a 24 punti, mentre la Triestina riuscì a salvarsi grazie al miglior quoziente reti.

Chi allenò il Bologna durante la stagione 1938-39?

La stagione iniziò con Árpád Weisz, che lasciò il club nell'ottobre 1938. La squadra venne quindi affidata a Hermann Felsner, che la guidò alla conquista dello Scudetto.

Perché il campionato 1938-39 è importante nella storia del calcio italiano?

Perché rappresentò il quinto Scudetto del Bologna e una delle ultime grandi stagioni del calcio italiano prima dello scoppio della Seconda guerra mondiale. È inoltre ricordato per la drammatica vicenda di Árpád Weisz.


lunedì 24 agosto 2026

 

Mondiali 1938: l’Italia conquista il secondo titolo mondiale

Mondiali 1938: scopri la storia del secondo titolo mondiale dell'Italia, la finale Italia-Ungheria 4-2, Pozzo, Piola, Meazza, Colaussi e tutti i risultati.

Il Mondiale del 1938 rappresenta una delle pagine più importanti nella storia del calcio italiano. La terza edizione della Coppa del Mondo FIFA, disputata in Francia dal 4 al 19 giugno 1938, vide l’Italia conquistare il suo secondo titolo mondiale consecutivo, dopo il trionfo ottenuto quattro anni prima in casa.

La Nazionale italiana, allenata da Vittorio Pozzo, arrivò in Francia da campione del mondo e riuscì a confermarsi ai massimi livelli. Gli Azzurri superarono la Norvegia agli ottavi di finale, batterono la Francia nei quarti, eliminarono il Brasile in semifinale e infine sconfissero l’Ungheria per 4-2 nella storica finale di Parigi.

Fu un torneo caratterizzato da grandi squadre, partite spettacolari e importanti novità tattiche. Per il calcio italiano, però, il Mondiale del 1938 fu soprattutto la consacrazione definitiva di una generazione straordinaria.

Mondiali 1938: dove e quando si disputarono

La Coppa del Mondo 1938 si giocò in Francia dal 4 al 19 giugno 1938.

La FIFA aveva scelto la Francia come paese organizzatore e le partite vennero distribuite in diversi stadi. La finale si disputò al Colombes Stadium di Parigi, davanti a un pubblico numeroso.

Il torneo arrivò in un'Europa politicamente sempre più instabile. A pochi mesi dall'inizio della competizione, la Germania aveva annesso l'Austria e la situazione internazionale era caratterizzata da fortissime tensioni.

Anche il calcio risentì di questo clima.

L'Austria, qualificata al torneo, non poté partecipare dopo l'Anschluss e alcuni suoi giocatori entrarono successivamente nella Nazionale tedesca.

Il Mondiale del 1938 sarebbe stato inoltre l'ultimo torneo iridato prima della Seconda guerra mondiale.





Quante squadre parteciparono ai Mondiali 1938?

Alla fase finale del Mondiale 1938 parteciparono 15 nazionali, dopo il ritiro dell'Austria.

Le squadre erano:

  • Italia

  • Francia

  • Germania

  • Svizzera

  • Ungheria

  • Svezia

  • Norvegia

  • Polonia

  • Cecoslovacchia

  • Romania

  • Cuba

  • Brasile

  • Belgio

  • Paesi Bassi

  • Indie orientali olandesi

La formula del torneo era molto diversa da quella dei Mondiali moderni.

Non esistevano gironi iniziali: tutte le partite della fase finale venivano disputate con eliminazione diretta.

In caso di pareggio erano previsti i tempi supplementari. Se il risultato fosse rimasto ancora in equilibrio, la partita veniva ripetuta.

La formula del Mondiale 1938

Il torneo iniziò direttamente dagli ottavi di finale.

Le otto sfide erano:

  • Italia-Norvegia

  • Francia-Belgio

  • Svizzera-Germania

  • Ungheria-Indie orientali olandesi

  • Svezia-Austria*

  • Cecoslovacchia-Paesi Bassi

  • Brasile-Polonia

  • Cuba-Romania

Il sistema a eliminazione diretta rendeva ogni partita decisiva.

Una sola sconfitta significava eliminazione dal torneo.

Questa formula produsse alcune delle partite più spettacolari nella storia delle prime edizioni della Coppa del Mondo.

*La Svezia passò direttamente ai quarti vista l'assenza dell'Austria che non partecipò a causa dell'Anschluss

L'Italia campione in carica

L'Italia arrivò in Francia con enormi aspettative.

Gli Azzurri avevano conquistato il Mondiale del 1934 e avevano vinto anche la medaglia d'oro olimpica nel 1936.

Alla guida della Nazionale c'era ancora Vittorio Pozzo, il grande artefice del ciclo vincente italiano.

Pozzo aveva costruito una squadra molto organizzata dal punto di vista tattico, capace di alternare qualità tecnica, disciplina e grande intensità.

Tra i protagonisti della spedizione francese c'erano:

  • Giuseppe Meazza

  • Silvio Piola

  • Giovanni Ferrari

  • Michele Andreolo

  • Gino Colaussi

  • Pietro Serantoni

  • Bruno Chizzo

  • Alfredo Foni

  • Aldo Olivieri

La Nazionale italiana era considerata una delle grandi favorite per la vittoria finale.

Italia-Norvegia: l'esordio degli Azzurri

Il cammino dell'Italia iniziò il 5 giugno 1938 a Marsiglia, contro la Norvegia.

La partita fu tutt'altro che semplice.

L'Italia passò in vantaggio grazie a Pietro Ferraris, ma la Norvegia riuscì a pareggiare nella ripresa.

Il risultato rimase in equilibrio fino ai tempi supplementari.

Fu proprio durante l'extra time che Silvio Piola realizzò il gol decisivo.

L'Italia vinse 2-1 e conquistò l'accesso ai quarti di finale.

La prestazione non fu spettacolare, ma dimostrò la capacità della squadra di Pozzo di soffrire e trovare la vittoria anche nelle situazioni più difficili.

Italia-Francia: il quarto di finale

Nei quarti di finale gli Azzurri affrontarono la Francia, padrona di casa.

La partita si disputò il 12 giugno 1938 a Colombes.

L'Italia passò in vantaggio con Colaussi, ma la Francia riuscì a pareggiare.

Gli Azzurri tornarono però avanti grazie a Giuseppe Meazza.

Nella ripresa l'Italia prese definitivamente il controllo della partita.

Colaussi realizzò il suo secondo gol personale e fissò il risultato sul 3-1.

L'Italia era in semifinale.

Per la Nazionale di Pozzo si trattava di un risultato importantissimo: i campioni del mondo in carica erano ancora in corsa per difendere il titolo.

Il gesto di Meazza nella semifinale

La semifinale contro il Brasile è una delle partite più celebri della storia del calcio italiano.

La gara si giocò il 16 giugno 1938 a Marsiglia.

Il Brasile era considerato una delle squadre più talentuose del torneo e disponeva di giocatori di grande classe.

L'Italia riuscì però a imporre la propria organizzazione.

Gli Azzurri passarono in vantaggio grazie a Giuseppe Meazza su calcio di rigore.

La seconda rete italiana arrivò con Gino Colaussi.

Il Brasile accorciò le distanze nella ripresa, ma non riuscì a completare la rimonta.

L'Italia vinse 2-1 e conquistò la finale.

Una delle immagini più famose della partita riguarda proprio Meazza.

Dopo aver segnato il rigore, il capitano italiano festeggiò con un gesto particolare: secondo la tradizione, gli si abbassarono i pantaloncini e Meazza continuò comunque l'azione con grande naturalezza.

La fotografia di quel momento sarebbe diventata una delle immagini iconiche del torneo.

Italia-Ungheria: la finale del Mondiale 1938

Il 19 giugno 1938 l'Italia affrontò l'Ungheria nella finale del Mondiale.

La partita si disputò allo Stade Olympique de Colombes, a Parigi.

L'Ungheria era una squadra fortissima e rappresentava l'ultimo ostacolo verso il secondo titolo mondiale consecutivo.

La finale iniziò con un ritmo elevato.

L'Italia passò in vantaggio con Gino Colaussi, ma l'Ungheria pareggiò rapidamente.

Gli Azzurri tornarono avanti grazie a Silvio Piola.

Prima dell'intervallo arrivò anche il terzo gol italiano, ancora firmato da Colaussi.

Nel secondo tempo Piola segnò la sua seconda rete personale.

L'Ungheria riuscì a realizzare un secondo gol, ma non bastò.

Il risultato finale fu:

Italia 4-2 Ungheria

L'Italia era nuovamente campione del mondo.

I gol della finale

La finale di Parigi terminò 4-2 per gli Azzurri.

I marcatori furono:

MinutoSquadraMarcatore
6'ItaliaGino Colaussi
8'UngheriaPál Titkos
16'ItaliaSilvio Piola
35'ItaliaGino Colaussi
82'ItaliaSilvio Piola
89'UngheriaGyörgy Sárosi

Il risultato consentì all'Italia di conquistare il secondo titolo mondiale della propria storia.



La nazionale italiana al termine della finale. In piedi: Biavati, Pozzo (C.T.), Piola, Ferrari, Colaussi. In basso: Locatelli, Meazza, Foni, Olivieri, Rava, Andreolo. Davanti a Foni e Olivieri c'è Serantoni.


Silvio Piola, protagonista della finale

Uno dei grandi protagonisti della finale fu Silvio Piola.

L'attaccante italiano segnò due gol e contribuì in maniera decisiva alla vittoria.

Piola era uno dei giocatori più importanti del calcio italiano dell'epoca. La sua potenza fisica, la capacità di giocare spalle alla porta e il senso del gol lo rendevano particolarmente difficile da marcare.

Nel Mondiale francese realizzò 5 gol, diventando uno dei migliori marcatori della competizione.

La sua prestazione nella finale contro l'Ungheria rimase impressa nella storia della Nazionale.

Gino Colaussi, l'altro grande protagonista

Anche Gino Colaussi fu determinante.

L'attaccante segnò due reti nella finale e realizzò complessivamente 4 gol nel torneo.

Colaussi aveva già segnato contro la Francia nei quarti di finale e contro il Brasile in semifinale.

La sua capacità di inserirsi negli spazi e la sua velocità rappresentarono armi importanti per il sistema offensivo di Vittorio Pozzo.

Giuseppe Meazza e l'ultima grande impresa

Il Mondiale del 1938 fu anche uno degli ultimi grandi appuntamenti internazionali della carriera di Giuseppe Meazza.

Il fuoriclasse milanese era il simbolo della Nazionale e rappresentava una delle figure più importanti del calcio italiano degli anni Trenta.

Meazza non fu il principale goleador del torneo, ma il suo contributo tecnico e tattico fu fondamentale.

Il rigore segnato contro il Brasile in semifinale contribuì a portare l'Italia alla finale.

La sua esperienza, la capacità di leggere il gioco e la qualità nei momenti decisivi furono preziose per la squadra di Pozzo.

Vittorio Pozzo: il tecnico del secondo titolo

Il successo del 1938 consacrò definitivamente Vittorio Pozzo come uno dei più grandi allenatori della storia del calcio.

Pozzo aveva già guidato l'Italia al titolo mondiale nel 1934.

Con il successo francese divenne il primo e, per molti decenni, unico allenatore capace di vincere due Coppe del Mondo.

Il suo lavoro non si limitava alla preparazione tecnica.

Pozzo era famoso per la disciplina tattica e per la capacità di creare un gruppo molto unito.

Il sistema di gioco italiano dell'epoca era basato sulla solidità, sulla rapidità delle transizioni e sulla capacità dei giocatori di adattarsi alle diverse situazioni della partita.

La classifica dei marcatori del Mondiale 1938

Il torneo vide diversi attaccanti distinguersi.

Tra i migliori marcatori troviamo:

GiocatoreNazionaleGol
LeônidasBrasile7
György SárosiUngheria5
Silvio PiolaItalia5
Ernst WilimowskiPolonia4
Gino ColaussiItalia4

Il brasiliano Leônidas fu il capocannoniere del torneo con 7 gol.

Nonostante il Brasile non riuscisse a raggiungere la finale, Leônidas fu una delle grandi stelle del Mondiale.

Leônidas e il Brasile

Il Brasile del 1938 rappresentò una delle squadre più spettacolari del torneo.

La Seleção disponeva di giocatori tecnicamente straordinari e proponeva un calcio più creativo rispetto alla tradizione europea.

Il principale protagonista fu Leônidas da Silva, soprannominato "Diamante Nero".

Il Brasile arrivò fino alla semifinale, dove venne sconfitto dall'Italia.

La squadra brasiliana avrebbe comunque lasciato un'impressione importante e contribuito alla crescita internazionale del calcio sudamericano.

La sorpresa della Polonia

Una delle partite più spettacolari del torneo fu Brasile-Polonia, disputata a Strasburgo.

Il Brasile vinse 6-5 dopo i tempi supplementari.

Ernst Wilimowski segnò quattro gol per la Polonia, mentre Leônidas realizzò una tripletta per il Brasile.

La partita viene ancora ricordata come una delle più emozionanti delle prime edizioni della Coppa del Mondo.

Il risultato dimostrò anche quanto fosse già elevato il livello tecnico delle principali nazionali europee e sudamericane.

La Germania e il caso Austria

Una delle vicende più particolari del Mondiale 1938 riguardò la Germania.

Dopo l'annessione dell'Austria alla Germania nazista, diversi giocatori austriaci furono inseriti nella rappresentativa tedesca.

La squadra tedesca venne però eliminata dalla Svizzera agli ottavi di finale.

Dopo un primo pareggio per 1-1, fu necessario ripetere la partita.

La seconda sfida terminò con una sorprendente vittoria svizzera per 4-2.

La Germania uscì così dal torneo molto prima delle aspettative.

La Svizzera elimina la Germania

La sfida tra Svizzera e Germania fu una delle grandi sorprese del torneo.

La prima partita terminò 1-1.

Nella ripetizione, la Svizzera riuscì a imporsi per 4-2.

Questo risultato rappresentò una delle eliminazioni più sorprendenti del Mondiale e confermò quanto il formato a eliminazione diretta potesse produrre risultati imprevedibili.

Il Mondiale 1938 e il contesto politico

Non è possibile raccontare il Mondiale del 1938 ignorando il contesto storico.

L'Europa si trovava ormai sull'orlo della guerra.

Il fascismo italiano era al potere e la Germania nazista aveva rafforzato il proprio controllo sull'Europa centrale.

La propaganda politica utilizzò anche il calcio e le vittorie sportive per trasmettere l'immagine di forza dei rispettivi regimi.

La Nazionale italiana, in particolare, era diventata uno strumento di prestigio internazionale per il regime fascista.

È quindi importante distinguere il valore sportivo dell'impresa degli Azzurri dal contesto politico nel quale venne celebrata.

Il significato della vittoria italiana

Dal punto di vista sportivo, il trionfo del 1938 fu straordinario.

L'Italia diventò la seconda nazionale, dopo l'Uruguay, a vincere due Coppe del Mondo.

Gli Azzurri riuscirono inoltre a conquistare due titoli consecutivi, impresa che sarebbe stata ripetuta molti anni dopo soltanto dal Brasile.

La vittoria confermò la bontà del lavoro svolto da Pozzo e la qualità di una generazione di calciatori destinata a entrare nella storia.

Tutti i risultati dell'Italia ai Mondiali 1938

Il percorso degli Azzurri fu il seguente:

FasePartitaRisultato
Ottavi di finaleItalia-Norvegia2-1 d.t.s.
Quarti di finaleItalia-Francia3-1
SemifinaleItalia-Brasile2-1
FinaleItalia-Ungheria4-2

L'Italia concluse quindi il torneo imbattuta, con quattro vittorie in quattro partite.

Le statistiche dell'Italia

Nel torneo gli Azzurri realizzarono complessivamente 11 gol e ne subirono 5.

I principali marcatori italiani furono:

  • Silvio Piola: 5 gol

  • Gino Colaussi: 4 gol

  • Giuseppe Meazza: 1 gol

  • Pietro Ferraris: 1 gol

La Nazionale mostrò una notevole efficacia offensiva e una grande capacità di gestione delle partite decisive.

Il Mondiale 1938 nella storia del calcio italiano

Il successo in Francia rappresentò il punto più alto del primo grande ciclo della Nazionale italiana.

Tra il 1934 e il 1938 l'Italia vinse:

  • il Mondiale 1934;

  • la medaglia d'oro olimpica del 1936;

  • il Mondiale 1938.

Questo ciclo trasformò gli Azzurri in una delle nazionali più forti del mondo.

La squadra di Pozzo aveva dimostrato di saper vincere in contesti diversi e contro avversari di alto livello.

Dopo il Mondiale: la guerra interrompe il calcio internazionale

Pochi mesi dopo la finale di Parigi, l'Europa sarebbe entrata nella Seconda guerra mondiale.

La guerra interruppe anche la storia della Coppa del Mondo.

Dopo l'edizione francese del 1938, il torneo non venne disputato nel 1942 né nel 1946.

La competizione sarebbe tornata soltanto nel 1950, in Brasile.

Per questo motivo il Mondiale del 1938 rappresentò la conclusione di un'epoca.

Molti dei protagonisti della Nazionale italiana non avrebbero più avuto l'opportunità di disputare un'altra Coppa del Mondo.

Curiosità sui Mondiali del 1938

L'Italia vinse due Mondiali consecutivi

Gli Azzurri conquistarono il titolo nel 1934 e nel 1938. L'impresa rimane una delle più importanti nella storia della Coppa del Mondo.

Vittorio Pozzo vinse due Mondiali

Pozzo è ricordato come uno degli allenatori più vincenti nella storia della competizione.

La finale terminò 4-2

L'Italia segnò quattro gol contro l'Ungheria, confermando la propria forza offensiva.

Il Brasile arrivò terzo

Il Brasile perse la semifinale contro l'Italia ma vinse successivamente la finale per il terzo posto contro la Svezia.

Leônidas fu capocannoniere

Il brasiliano segnò sette gol e terminò il torneo davanti a Piola e Sárosi.

Fu l'ultimo Mondiale prima della guerra

Dopo il torneo del 1938 la Coppa del Mondo venne sospesa per dodici anni.

FAQ sui Mondiali 1938

Chi vinse i Mondiali del 1938?

L'Italia vinse la Coppa del Mondo 1938 battendo l'Ungheria 4-2 nella finale disputata a Parigi.

Dove si giocarono i Mondiali del 1938?

Il Mondiale del 1938 si disputò in Francia, con la finale allo Stade Olympique de Colombes di Parigi.

Chi allenava l'Italia nel 1938?

La Nazionale italiana era allenata da Vittorio Pozzo, che guidò gli Azzurri alla conquista del secondo titolo mondiale consecutivo.

Chi segnò nella finale Italia-Ungheria del 1938?

Per l'Italia segnarono Gino Colaussi, autore di una doppietta, e Silvio Piola, anch'egli autore di due reti. Per l'Ungheria andarono a segno Pál Titkos e György Sárosi.

Quanto finì la finale dei Mondiali 1938?

La finale terminò Italia 4-2 Ungheria.

Chi fu il capocannoniere dei Mondiali 1938?

Il capocannoniere fu Leônidas del Brasile, autore di 7 gol.

Quanti Mondiali aveva vinto l'Italia prima del 1938?

Prima del torneo francese, l'Italia aveva già conquistato il Mondiale del 1934.

Perché il Mondiale 1938 è particolarmente importante?

Perché fu il secondo successo consecutivo dell'Italia e l'ultimo Mondiale disputato prima della Seconda guerra mondiale. La competizione sarebbe tornata solamente nel 1950.

Conclusione

Il Mondiale del 1938 rimane una delle pagine più importanti della storia della Nazionale italiana.

Gli Azzurri di Vittorio Pozzo riuscirono a confermare il titolo conquistato quattro anni prima, superando Norvegia, Francia e Brasile prima di battere l'Ungheria 4-2 nella finale di Parigi.

Silvio Piola e Gino Colaussi furono i grandi protagonisti della finale, mentre Giuseppe Meazza rappresentò ancora una volta il simbolo tecnico della squadra.

Ma il significato di quel torneo va oltre il risultato sportivo. Il Mondiale del 1938 fu l'ultima grande competizione calcistica internazionale prima della lunga pausa provocata dalla Seconda guerra mondiale.

Gli Azzurri conquistarono così il loro secondo titolo mondiale consecutivo proprio alla vigilia di uno dei periodi più drammatici della storia europea.

Per il calcio italiano, il trionfo di Parigi rappresentò la consacrazione di una generazione irripetibile e di un allenatore, Vittorio Pozzo, destinato a rimanere per sempre nella storia della Coppa del Mondo.


domenica 23 agosto 2026

Campionato Italiano 1937/38: l'Ambrosiana-Inter conquista lo Scudetto al termine di una sfida memorabile

La stagione 1937/38 rappresenta uno dei campionati più combattuti e affascinanti della storia del calcio italiano degli anni Trenta. L'Ambrosiana-Inter riuscì a conquistare il suo quarto Scudetto, ma dovette lottare fino all'ultima giornata contro una Juventus determinata a riprendersi il titolo.

Il campionato si disputò dal 12 settembre 1937 al 24 aprile 1938, con 16 squadre ai nastri di partenza e 30 giornate complessive. Alla fine furono soltanto tre i punti a separare l'Ambrosiana-Inter dalla Juventus: 41 contro 39 secondo la classifica ufficiale della stagione.

Al centro della formazione nerazzurra c'era ancora una volta Giuseppe Meazza, autentico simbolo del calcio italiano dell'epoca e capocannoniere del torneo con 20 reti.

La Serie A 1937/38

Il campionato iniziò il 12 settembre 1937. L'Ambrosiana-Inter esordì sul campo della Lucchese in una partita spettacolare terminata 3-3.

La squadra allenata da Armando Castellazzi aveva a disposizione un gruppo ricco di talento. Oltre a Meazza, l'attacco poteva contare su giocatori come Pietro Ferraris, Giovanni Ferrari e Annibale Frossi.

Dopo il pareggio iniziale, l'Ambrosiana cominciò progressivamente a trovare continuità.

Il 19 settembre arrivò la prima vittoria, un 3-1 contro il Livorno, mentre il 3 ottobre i nerazzurri superarono nettamente la Fiorentina per 5-1.

Uno dei momenti importanti della prima parte della stagione arrivò il 14 novembre 1937, quando l'Ambrosiana affrontò la Juventus. I nerazzurri vinsero 2-1, grazie alle reti di Ferraris II e Ferrari.



Una formazione dei campioni d'Italia. Olmi, Degani, Meazza, Bisigato, Ferrari, Peruchetti, Ferraris II, Ballerio, Setti. Accosciati: Antona, Buonocore, Ferrara I, Locatelli, Ferrara II, Frossi


L'Ambrosiana campione d'inverno

La prima parte del campionato vide l'Ambrosiana-Inter imporsi come una delle principali candidate allo Scudetto.

Al termine del girone d'andata la formazione milanese conquistò il titolo simbolico di campione d'inverno, arrivando al giro di boa con quattro punti di vantaggio sulla Juventus.

La squadra aveva mostrato grande forza offensiva.

Tra le partite più spettacolari del girone d'andata ci fu il 5-1 contro il Bari, seguito dal clamoroso 9-2 inflitto alla stessa formazione pugliese nel mese di gennaio.

In quella partita Meazza fu protagonista assoluto, segnando ben cinque reti.

Giuseppe Meazza, il protagonista dello Scudetto

La stagione 1937/38 fu ancora una volta caratterizzata dalle prestazioni di Giuseppe Meazza.

Il fuoriclasse milanese rappresentava il punto di riferimento tecnico e offensivo dell'Ambrosiana-Inter. Con 20 gol, concluse il campionato al primo posto nella classifica dei marcatori.

Meazza non fu soltanto un grande realizzatore. La sua capacità tecnica, la visione di gioco e l'abilità nel creare occasioni per i compagni lo rendevano uno dei calciatori più importanti del calcio italiano.

La sua stagione contribuì in maniera decisiva alla conquista dello Scudetto.



Giuseppe Meazza


La Juventus riapre il campionato

Dopo un girone d'andata favorevole all'Ambrosiana, la situazione cambiò nella seconda parte della stagione.

La Juventus riuscì a recuperare terreno e, alla 22ª giornata, raggiunse i nerazzurri in vetta alla classifica. Successivamente i bianconeri riuscirono anche a portarsi davanti all'Ambrosiana di due punti.

La corsa al titolo diventò così incertissima.

Anche l'Ambrosiana attraversò un periodo complicato. Il 20 febbraio 1938 arrivò una sconfitta particolarmente significativa: il Milan batté l'Ambrosiana-Inter 1-0, grazie alla rete di Capra.

Era una sconfitta storica anche per il significato che assumeva nel derby milanese: il Milan tornava infatti a battere l'Ambrosiana dopo diversi anni.

Il sorpasso della Juventus

La situazione sembrò volgere definitivamente a favore della Juventus.

Il 13 marzo 1938, i bianconeri superarono l'Ambrosiana per 2-1. Bellini e Gabetto segnarono per la Juventus, mentre Giovanni Ferrari realizzò la rete nerazzurra.

Pochi giorni dopo, però, la lotta per lo Scudetto avrebbe subito un'altra svolta.

La Juventus perse punti preziosi contro la Triestina e successivamente contro il Liguria. La corsa al titolo tornò così completamente aperta.

Un campionato deciso all'ultima giornata

Il finale della stagione 1937/38 fu uno dei più emozionanti dell'epoca.

A una giornata dalla conclusione, diverse squadre erano ancora matematicamente in corsa per il titolo. L'Ambrosiana-Inter arrivò all'ultimo turno con il destino nelle proprie mani.

L'ultima partita prevedeva una trasferta particolarmente importante a Bari.

Il 24 aprile 1938, allo Stadio della Vittoria, l'Ambrosiana affrontò il Bari consapevole che una vittoria avrebbe permesso di chiudere definitivamente la corsa allo Scudetto.

I nerazzurri non fallirono.

L'Ambrosiana-Inter vinse 2-0, grazie alle reti di Giuseppe Meazza e Annibale Frossi. Con questo risultato la squadra milanese conquistò matematicamente il campionato.

La classifica finale

La classifica della Serie A 1937/38 vide l'Ambrosiana-Inter al primo posto con 41 punti.

PosizioneSquadraPuntiGVNPGFGS
1Ambrosiana-Inter413016955728
2Juventus3930141154322
3Milan3830131254327
4Genova383015875035
5Bologna373014974634
6Triestina3630121263522
7Roma363014884431
8Lazio3230111094830
9Torino3230128103937
10Napoli2830812103739
11Liguria243088143342
12Livorno243088142945
13Bari233087153560
14Lucchese2130511142855
15Atalanta163048182250
16Fiorentina153039182860

I dati della classifica finale confermano il grande equilibrio ai vertici: soltanto tre punti separarono l'Ambrosiana dalla Juventus, mentre Milan e Genova terminarono rispettivamente a 38 punti.

Le squadre protagoniste

Ambrosiana-Inter

La squadra milanese fu la grande protagonista del torneo. Con 16 vittorie, 9 pareggi e appena 5 sconfitte, chiuse il campionato al primo posto con 57 gol segnati e 28 subiti.

Juventus

La Juventus arrivò a un passo dal titolo. I bianconeri terminarono secondi con 39 punti e una delle migliori difese del campionato, con appena 22 gol subiti.

Milan

Il Milan concluse il campionato al terzo posto con 38 punti. La squadra rossonera ebbe un ruolo importante anche nella corsa allo Scudetto, soprattutto grazie alla vittoria nel derby contro l'Ambrosiana.

Genova

Il Genova completò il gruppo delle prime quattro con 38 punti, confermandosi una delle squadre più competitive del calcio italiano dell'epoca.

La lotta per la salvezza

Non soltanto la corsa allo Scudetto rese interessante il campionato.

Anche la parte bassa della classifica fu molto combattuta. Alla fine furono Atalanta e Fiorentina a chiudere nelle ultime due posizioni e a retrocedere in Serie B.

La Fiorentina terminò ultima con 15 punti, mentre l'Atalanta concluse il torneo al quindicesimo posto con 16 punti.

I numeri del campionato 1937/38

La stagione può essere riassunta attraverso alcuni numeri particolarmente significativi:

  • 16 squadre partecipanti

  • 30 partite per squadra

  • 41 punti dell'Ambrosiana-Inter campione

  • 39 punti della Juventus seconda

  • 57 gol segnati dall'Ambrosiana

  • 28 gol subiti dall'Ambrosiana

  • 20 gol di Giuseppe Meazza, capocannoniere

  • 5 sconfitte dell'Ambrosiana

  • 2 squadre retrocesse: Atalanta e Fiorentina

La Coppa Italia

L'Ambrosiana-Inter fu impegnata anche nella Coppa Italia.

La formazione milanese superò il Vicenza per 5-2, il Bari per 5-1 e il Napoli per 2-0, arrivando fino alla semifinale.

Qui incontrò nuovamente la Juventus.

Il 21 aprile 1938 i bianconeri vinsero 2-0, eliminando l'Ambrosiana dalla competizione.

Lo Scudetto rappresentò quindi il principale successo nazionale della stagione per la squadra nerazzurra.

Una stagione indimenticabile

Il campionato italiano 1937/38 rimane una delle stagioni più interessanti del calcio italiano degli anni Trenta.

L'Ambrosiana-Inter sembrava avere il controllo della situazione dopo il girone d'andata, ma la rimonta della Juventus trasformò il campionato in una battaglia fino all'ultimo turno.

Il successo di Bari del 24 aprile 1938 mise la parola fine alla contesa.

Con il 2-0 sul Bari, l'Ambrosiana conquistò il suo quarto Scudetto, mentre Giuseppe Meazza chiuse il torneo da capocannoniere con 20 reti.

Quella stagione racconta perfettamente il calcio italiano degli anni Trenta: grandi campioni, rivalità storiche, partite combattute e una lotta per il titolo capace di rimanere aperta fino agli ultimi 90 minuti.

Conclusione

Il Campionato italiano 1937/38 fu molto più di una semplice vittoria dell'Ambrosiana-Inter.

Fu un torneo caratterizzato dall'equilibrio, dalla rivalità con la Juventus e dalle prestazioni di uno dei più grandi calciatori della storia del calcio italiano: Giuseppe Meazza.

L'Ambrosiana riuscì a resistere alla rimonta bianconera e a conquistare il titolo proprio nell'ultima giornata.

Il successo di Bari rappresentò così il momento conclusivo di una stagione combattuta e spettacolare, nella quale l'Ambrosiana-Inter dimostrò di essere ancora una volta la squadra più forte d'Italia.

Campione d'Italia 1937/38: Ambrosiana-Inter.

Capocannoniere: Giuseppe Meazza, 20 gol.

sabato 22 agosto 2026

 

Campionato Italiano 1936/37: il Bologna concede il bis, la Lazio sfiora lo scudetto

La stagione 1936/37 del campionato italiano di calcio fu una delle più interessanti degli anni Trenta. Il Bologna riuscì a confermarsi campione d'Italia, conquistando il secondo scudetto consecutivo, ma questa volta dovette affrontare una concorrenza molto più agguerrita.

A contendere il titolo ai campioni in carica furono soprattutto la Lazio e il Torino, mentre Juventus, Milan, Genova e Ambrosiana-Inter completarono il gruppo delle principali protagoniste.

Il Bologna di Árpád Weisz concluse il torneo al primo posto con 42 punti, davanti alla Lazio, seconda a quota 39, e al Torino, terzo con 38.

Ma la stagione fu ricordata anche per l'affermazione definitiva di Silvio Piola, attaccante della Lazio e capocannoniere del campionato con 21 reti.

La Serie A 1936/37

Il campionato 1936/37 fu disputato da 16 squadre, con il tradizionale girone all'italiana.

Ogni formazione affrontò due volte ciascun avversario, per un totale di 30 partite.

Il sistema di punteggio prevedeva:

  • 2 punti per la vittoria;

  • 1 punto per il pareggio;

  • 0 punti per la sconfitta.

Il torneo iniziò il 13 settembre 1936 e si concluse nel maggio del 1937.

Tra le squadre presenti c'erano grandi protagoniste come Bologna, Lazio, Torino, Juventus, Milan, Ambrosiana-Inter e Fiorentina, insieme alle neopromosse Lucchese e Novara.

Il Bologna campione d'Italia

Il grande protagonista della stagione fu ancora una volta il Bologna.

Dopo lo scudetto conquistato nel 1935/36, la squadra emiliana riuscì a ripetersi e a conquistare il secondo titolo consecutivo.

Il Bologna terminò il campionato con:

  • 42 punti

  • 15 vittorie

  • 12 pareggi

  • 3 sconfitte

  • 45 gol segnati

  • 26 gol subiti

La squadra di Weisz si dimostrò soprattutto difficile da battere: appena tre sconfitte in trenta giornate rappresentarono uno dei principali motivi del successo finale.

Il Bologna conquistò così il quarto titolo italiano della propria storia, consolidando il proprio ruolo di grande protagonista del calcio italiano degli anni Trenta.



Una formazione del Bologna nella stagione 1936-37. Da sinistra, in piedi: C. Ceresoli, G. Corsi, M. Andreolo, D. Fiorini, R. Sansone, B. Maini, M. Pagotto, G. Busoni, A. Biavati; accosciati: F. Fedullo, C. Reguzzoni.


Un Bologna fortissimo soprattutto in trasferta

Una delle caratteristiche più curiose del Bologna 1936/37 fu il rendimento esterno.

La squadra emiliana iniziò infatti il campionato con un rendimento sorprendente lontano da casa: nelle prime sette partite in trasferta ottenne sei vittorie e un pareggio.

Al contrario, nelle prime sei gare interne conquistò una sola vittoria, con quattro pareggi e una sconfitta.

Il Bologna riuscì quindi a costruire una parte fondamentale del proprio successo proprio sui campi delle avversarie.

La Lazio sfiora l'impresa

La vera sorpresa della stagione fu la Lazio.

La formazione romana disputò un campionato straordinario e arrivò a contendere concretamente lo scudetto al Bologna.

A metà torneo la Lazio si trovava in testa alla classifica con 23 punti, davanti al Bologna a 21 e al Torino a 20.

Al termine del girone d'andata, i biancocelesti erano ancora davanti a tutti.

La situazione sembrava quindi favorevole alla Lazio, ma l'inizio del girone di ritorno cambiò completamente gli equilibri.

Due sconfitte esterne, contro Milan e Triestina, permisero al Bologna di tornare in testa.

Da quel momento i rossoblù non furono più raggiunti e riuscirono a conquistare lo scudetto.

Silvio Piola, il grande protagonista

La stagione 1936/37 fu anche quella dell'affermazione di uno dei più grandi attaccanti della storia del calcio italiano: Silvio Piola.

L'attaccante della Lazio realizzò 21 gol, conquistando il titolo di capocannoniere della Serie A.

Piola fu il principale punto di riferimento offensivo della formazione romana e contribuì in maniera decisiva alla straordinaria stagione della Lazio.

Alle sue spalle nella classifica dei marcatori si piazzarono Guglielmo Gabetto della Juventus e Pietro Buscaglia del Torino, entrambi protagonisti di ottime stagioni.

I migliori marcatori della Serie A 1936/37

Pos.GiocatoreSquadraGol
1Silvio PiolaLazio21
2Guglielmo GabettoJuventus17
2Pietro BuscagliaTorino17
4Felice BorelJuventus16
4Alfredo MarchionneschiGenova16
6Umberto BusaniLazio15
7Elpidio CoppaLucchese13
7Danilo MicheliniLucchese13
7Otello TorriNovara13
10Carlo ReguzzoniBologna12



Silvio Piola con la maglia della Pro Vercelli, sua prima squadra in Serie A


Il Torino sul podio

Il Torino fu un'altra grande protagonista del campionato.

La formazione granata concluse la stagione al terzo posto con 38 punti, appena quattro lunghezze dietro al Bologna.

Il Torino raccolse 13 vittorie, 12 pareggi e solamente 5 sconfitte, realizzando 50 reti e subendone appena 25.

Proprio la difesa fu una delle migliori del torneo: con 25 gol incassati, il Torino ebbe la seconda miglior difesa della Serie A, dietro al Bologna.

Il Milan chiude quarto

Il Milan concluse il campionato al quarto posto con 36 punti.

I rossoneri ottennero 13 vittorie, 10 pareggi e 7 sconfitte, con 39 gol segnati e 29 subiti.

Uno dei risultati più importanti del Milan arrivò proprio contro il Bologna: la sconfitta dei campioni in carica nella gara di Milano contribuì temporaneamente a riportare la Lazio in testa alla classifica.

La Juventus si ripete al quinto posto

Dopo essere stata una delle grandi dominatrici del calcio italiano nella prima metà degli anni Trenta, la Juventus continuò la fase di transizione.

I bianconeri terminarono il campionato al quinto posto con 35 punti.

La squadra torinese raccolse 12 vittorie, 11 pareggi e 7 sconfitte.

Il dato offensivo fu comunque importante: 53 gol segnati, il secondo miglior attacco del campionato dopo quello della Lazio.

Tra i protagonisti della Juventus ci fu Guglielmo Gabetto, autore di 17 gol.

L'Ambrosiana-Inter lontana dalla lotta per il titolo

L'Ambrosiana-Inter non riuscì a inserirsi nella lotta per lo scudetto.

La formazione milanese terminò infatti al settimo posto con 31 punti, a pari merito con la Lucchese.

Fu una stagione lontana dai vertici per una società che negli anni precedenti aveva spesso lottato per il titolo.

Anche Giuseppe Meazza, uno dei simboli del calcio italiano dell'epoca, concluse il campionato con 11 reti, a pari merito con il compagno di squadra Annibale Frossi.

La sorprendente Lucchese

Una delle note positive del campionato fu la Lucchese.

La neopromossa concluse la stagione al settimo posto, a pari punti con l'Ambrosiana-Inter.

La squadra toscana conquistò 31 punti, frutto di 9 vittorie, 13 pareggi e 8 sconfitte.

Tra i suoi migliori marcatori figuravano Elpidio Coppa e Danilo Michelini, entrambi autori di 13 reti.

La lotta per la salvezza

Nella parte bassa della classifica, la stagione fu particolarmente difficile per Novara e Alessandria.

L'Alessandria terminò ultima con appena 18 punti, mentre il Novara concluse al quindicesimo posto con 21.

Entrambe furono retrocesse in Serie B al termine della stagione.

La Sampierdarenese, invece, riuscì a evitare la retrocessione chiudendo al quattordicesimo posto con 22 punti.

La classifica finale della Serie A 1936/37

Pos.SquadraPt.GVNPGFGS
1Bologna4230151234526
2Lazio393017585642
3Torino3830131255025
4Milan3630131073929
5Juventus3530121175331
6Genova 18933330111185136
7Ambrosiana-Inter313091384335
8Lucchese313091383943
9Fiorentina303091293432
10Roma2730107133645
11Bari273099123545
12Triestina2630712112936
13Napoli243088143139
14Sampierdarenese2230610143246
15Novara213085174362
16Alessandria183082202367

Il Bologna guarda anche all'Europa

Il successo in campionato permise al Bologna di partecipare alla Coppa dell'Europa Centrale, una delle più importanti competizioni internazionali per club dell'epoca.

La società emiliana aveva ormai raggiunto una posizione di grande prestigio anche fuori dai confini italiani.

Il 1937 fu inoltre un anno particolarmente importante per il Bologna: la squadra venne invitata al Torneo Internazionale dell'Expo Universale di Parigi, manifestazione che riuscì a vincere.

La Lazio e la finale europea

La seconda posizione in campionato ebbe un'importante conseguenza per la Lazio.

I biancocelesti ottennero infatti l'accesso alla Coppa dell'Europa Centrale, la principale competizione internazionale dell'epoca.

La Lazio arrivò addirittura fino alla finale contro il Ferencváros.

La doppia finale fu spettacolare: gli ungheresi vinsero 4-2 a Budapest e si imposero anche a Roma per 5-4.

La Lazio chiuse quindi una stagione straordinaria con il secondo posto in campionato e una storica finale internazionale.

Una stagione decisiva per il calcio italiano

Il campionato 1936/37 mostra bene la trasformazione del calcio italiano negli anni Trenta.

Il Bologna rappresentava una delle squadre più organizzate del periodo, mentre Lazio e Torino dimostravano di poter competere ai massimi livelli.

Contemporaneamente, giocatori come Silvio Piola, Giuseppe Meazza, Guglielmo Gabetto, Felice Borel e Carlo Reguzzoni contribuivano a rendere il campionato sempre più ricco di grandi protagonisti.

Il calcio italiano stava entrando in una fase destinata a produrre altre grandi squadre e altri importanti successi internazionali.

Conclusione

La Serie A 1936/37 fu il campionato della conferma del Bologna.

La squadra emiliana conquistò il secondo scudetto consecutivo, terminando il torneo con 42 punti e precedendo una sorprendente Lazio, seconda a quota 39.

Il Torino completò il podio con 38 punti, mentre Milan e Juventus chiusero rispettivamente al quarto e al quinto posto.

Ma la stagione fu soprattutto quella della consacrazione di Silvio Piola, capocannoniere con 21 reti, e della grande crescita della Lazio, capace di arrivare fino alla finale della Coppa dell'Europa Centrale.

Il Bologna, invece, continuava la sua ascesa. Il secondo titolo consecutivo era il segnale che la squadra di Árpád Weisz non era stata semplicemente una meteora: era ormai una delle vere potenze del calcio italiano.

I numeri della stagione 1936/37

  • Campione d'Italia: Bologna

  • Seconda classificata: Lazio

  • Terza classificata: Torino

  • Squadre partecipanti: 16

  • Partite disputate: 240

  • Gol complessivi: 639

  • Capocannoniere: Silvio Piola, Lazio, 21 gol

  • Retrocesse: Novara e Alessandria

  • Scudetto del Bologna: quarto titolo italiano

  • Allenatore del Bologna: Árpád Weisz

  • Secondo scudetto consecutivo del Bologna

giovedì 20 agosto 2026

 

Campionato Italiano 1935/36: il Bologna torna campione d’Italia

La stagione 1935/36 rappresenta un momento importante nella storia del campionato italiano di calcio. Dopo cinque scudetti consecutivi conquistati dalla Juventus, il dominio bianconero venne interrotto dal Bologna, che tornò a laurearsi campione d'Italia dopo diversi anni.

Il campionato fu caratterizzato da una lotta molto equilibrata nelle zone alte della classifica. Il Bologna riuscì a precedere Roma, Torino e Ambrosiana-Inter, conquistando il suo terzo scudetto.

La Serie A 1935/36

Il campionato italiano 1935/36 si disputò con 16 squadre, esattamente come nella stagione precedente.

Ogni squadra affrontò tutte le altre due volte, per un totale di 30 partite per club.

Il sistema di punteggio prevedeva:

  • 2 punti per ogni vittoria;

  • 1 punto per il pareggio;

  • 0 punti per la sconfitta.

Il torneo iniziò nell'autunno del 1935 e si concluse nella primavera del 1936, in un periodo nel quale il calcio italiano stava attraversando una fase di grande crescita.

La Nazionale italiana era reduce dal successo nella Coppa del Mondo del 1934, mentre i club italiani cercavano di consolidare il proprio prestigio anche a livello internazionale.

Il Bologna conquista lo scudetto

Il grande protagonista della stagione fu il Bologna.

La squadra emiliana disputò un campionato estremamente regolare e riuscì a terminare il torneo al primo posto con 40 punti.

Il successo interruppe la straordinaria serie di cinque campionati consecutivi vinti dalla Juventus.

Per il Bologna si trattò del terzo titolo italiano della propria storia, dopo gli scudetti conquistati nel 1924/25 e nel 1928/29.

La vittoria del 1935/36 confermò il Bologna come una delle grandi potenze del calcio italiano degli anni Trenta.

La Juventus non riesce a difendere il titolo

Dopo cinque scudetti consecutivi, la Juventus dovette questa volta accontentarsi del secondo gruppo delle grandi protagoniste.

I bianconeri terminarono il campionato al quinto posto, alle spalle di Bologna, Roma, Torino e Ambrosiana-Inter.

La stagione segnò quindi la fine definitiva del grande ciclo iniziato nel 1930/31.

La Juventus aveva conquistato cinque titoli consecutivi, ma il campionato 1935/36 dimostrò che il calcio italiano stava diventando sempre più competitivo.

La Roma seconda 

Una delle sorprese positive della stagione fu la Roma, che terminò il campionato al secondo posto.

La squadra giallorossa si confermò tra le migliori formazioni del torneo e continuò il processo di crescita iniziato negli anni precedenti.

La Roma poteva inoltre contare su giocatori di grande qualità e su una tradizione offensiva particolarmente importante.

Il secondo posto rappresentò uno dei migliori risultati della società in quel periodo.


Il Torino conquista il terzo posto

Alle spalle della Roma si classificò il Torino.

La squadra granata concluse il campionato al terzo posto, confermandosi tra le formazioni più forti d'Italia, riscattando così le due ultime opache stagioni dove aveva anche rischiato la retrocessione.

Nel 1935/36 la squadra granata fu protagonista della lotta per lo scudetto, ma non riuscì a superare Roma e Bologna.


La classifica finale del campionato 1935/36

Pos.SquadraPunti
1Bologna40
2Roma39
3Torino38
4Ambrosiana36
5Juventus35
6Triestina32
7Lazio30
8Milan28
9Napoli28
10Genova 189328
11Alessandria28
12Sampierdarenese27
13Fiorentina27
14Bari25
15Palermo23
16Brescia16

Nota: la denominazione delle società riflette il contesto storico dell'epoca.



Una formazione del Bologna nella stagione 1935-36. Da sinistra, in piedi: R. Sansone, M. Andreolo, D. Fiorini, M. Gianni, C. Reguzzoni, B. Maini, M. Montesanto, F. Gasperi; accosciati: F. Fedullo, A. Schiavio, G. Corsi.

mercoledì 19 agosto 2026

 

Campionato Italiano 1934/35: la Juventus conquista il quinto scudetto consecutivo

La stagione 1934/35 rappresenta uno dei capitoli più importanti nella storia del calcio italiano. La Juventus riuscì infatti a conquistare il quinto campionato consecutivo, completando un ciclo straordinario iniziato nel 1930/31.

Il torneo fu particolarmente combattuto e vide l'Ambrosiana-Inter come principale rivale dei bianconeri. Alla fine di 30 giornate, però, fu ancora la Juventus a festeggiare il titolo, chiudendo il campionato con 44 punti, due in più rispetto all'Ambrosiana-Inter.

Un campionato a 16 squadre

Il campionato 1934/35 fu il primo torneo di Serie A disputato con 16 squadre, una novità importante nella storia del massimo campionato italiano.

Ogni formazione giocò 30 partite, affrontando due volte ciascun avversario, una in casa e una in trasferta. Il sistema di punteggio prevedeva due punti per la vittoria e uno per il pareggio.

La competizione presentava diverse realtà storiche del calcio italiano: Juventus, Ambrosiana-Inter, Milan, Roma, Lazio, Bologna, Fiorentina, Napoli, Torino e Pro Vercelli erano tra le protagoniste del torneo.

La Juventus e il quinto scudetto consecutivo

La Juventus arrivò alla stagione 1934/35 con l'obiettivo di confermarsi ancora una volta campione d'Italia.

La squadra torinese riuscì nell'impresa, terminando il campionato al primo posto con:

  • 30 partite

  • 18 vittorie

  • 8 pareggi

  • 4 sconfitte

  • 45 gol segnati

  • 22 gol subiti

  • 44 punti

Il vantaggio sull'Ambrosiana-Inter fu di appena due punti, a testimonianza dell'equilibrio che caratterizzò la lotta per lo scudetto.

Con questo successo, la Juventus raggiunse il settimo titolo nazionale della propria storia e completò il celebre ciclo di cinque campionati consecutivi vinti tra il 1930/31 e il 1934/35.

Il cambio in panchina

La stagione fu particolare anche per la situazione tecnica della Juventus.

Nel corso dell'autunno del 1934, Carlo Carcano lasciò la guida della squadra e il ruolo di allenatore passò a Carlo Bigatto, storico giocatore bianconero.

Nonostante il cambiamento, la Juventus mantenne una struttura competitiva e riuscì a portare a termine la stagione davanti alla grande rivale milanese.

Una squadra tra esperienza e giovani talenti

La Juventus del 1934/35 poteva contare su alcuni dei più importanti giocatori dell'epoca.

Tra i protagonisti della formazione figuravano Virginio Rosetta, Luis Monti, Luigi Bertolini, Renato Cesarini, Giovanni Ferrari, Raimundo Orsi e Felice Borel II.

All'interno della rosa iniziarono inoltre ad affacciarsi giovani destinati a lasciare un segno importante nella storia del club, come Alfredo Foni, Pietro Rava e Guglielmo Gabetto.

Il mix tra esperienza e giovani talenti contribuì a mantenere la Juventus ai vertici del calcio italiano.

L'Ambrosiana-Inter sfiora il titolo

La principale antagonista della Juventus fu l'Ambrosiana-Inter.

La squadra milanese concluse il campionato al secondo posto con 42 punti, appena due in meno dei bianconeri. L'Inter ottenne 15 vittorie, 12 pareggi e solamente 3 sconfitte, segnando ben 58 gol e subendone 24.

Dal punto di vista offensivo, l'Ambrosiana-Inter realizzò quindi più reti della Juventus, ma furono la maggiore continuità e i risultati complessivi dei torinesi a determinare la conquista dello scudetto.

La Fiorentina sul podio

Al terzo posto terminò la Fiorentina, protagonista di un ottimo campionato.

La squadra viola raccolse 39 punti, con 15 vittorie, 9 pareggi e 6 sconfitte. La Fiorentina segnò 39 gol e ne subì 23.

Il terzo posto rappresentò uno dei risultati più interessanti del torneo e confermò la crescita della società toscana nel calcio italiano.

Roma e Lazio nella parte alta della classifica

La Roma concluse il campionato al quarto posto con 35 punti, precedendo la Lazio, quinta con 32.

Particolarmente interessante fu il rendimento offensivo della Roma: i giallorossi realizzarono 63 reti, il miglior dato dell'intero campionato, pur chiudendo a nove punti dalla Juventus.

La Lazio, invece, terminò con 32 punti e 55 gol segnati.

La classifica finale

Pos.SquadraPt.GVNPGFGS
1Juventus443018844522
2Ambrosiana-Inter4230151235824
3Fiorentina393015963923
4Roma353014796338
5Lazio3230136115546
6Bologna3030118114634
7Napoli2930109113938
8Alessandria2930125134448
9Palermo2930911102734
10Milan2730811113638
11Triestina2730115143344
12Brescia2730107132945
13Sampierdarenese263098132942
14Torino253089133745
15Livorno243088142854
16Pro Vercelli153055202154

lunedì 17 agosto 2026

 

Mondiali 1934: l’Italia conquista il primo titolo mondiale

I Mondiali del 1934 rappresentano una delle pagine più importanti nella storia del calcio italiano. La seconda edizione della Coppa del Mondo FIFA si disputò in Italia dal 27 maggio al 10 giugno 1934 e si concluse con il trionfo della Nazionale italiana, che conquistò il suo primo titolo mondiale battendo la Cecoslovacchia per 2-1 dopo i tempi supplementari.

Per l’Italia fu un torneo storico sotto diversi aspetti: era la prima partecipazione della Nazionale alla Coppa del Mondo, la prima volta che il Paese ospitava il torneo e, soprattutto, la prima vittoria degli Azzurri nella competizione.

Mondiali 1934: quando e dove si disputarono

Il Campionato del Mondo 1934 si svolse dal 27 maggio al 10 giugno. A differenza della prima edizione del 1930, disputata in Uruguay, il torneo italiano coinvolse diverse città e venne organizzato con una formula a eliminazione diretta.

Le partite furono disputate in otto città italiane: Roma, Torino, Milano, Firenze, Bologna, Napoli, Genova e Trieste. Le 16 squadre partecipanti affrontarono direttamente gli ottavi di finale.

Le 16 nazionali partecipanti

Il torneo riunì alcune delle migliori selezioni dell'epoca:

  • Italia

  • Argentina

  • Austria

  • Belgio

  • Brasile

  • Cecoslovacchia

  • Egitto

  • Francia

  • Germania

  • Paesi Bassi

  • Romania

  • Spagna

  • Stati Uniti

  • Svezia

  • Svizzera

  • Ungheria

Una curiosità storica riguarda l'Uruguay, campione del mondo in carica, che non partecipò alla competizione. Fu l'unica nazionale campione del mondo a non difendere il titolo nell'edizione successiva.

L’Italia di Vittorio Pozzo

La Nazionale italiana era guidata dal commissario tecnico Vittorio Pozzo, figura destinata a diventare uno dei più importanti allenatori della storia del calcio italiano.

Pozzo costruì una squadra competitiva, nella quale convivevano grandi talenti italiani e alcuni giocatori di origine straniera. Tra i protagonisti della formazione c'erano Giuseppe Meazza, Raimundo Orsi, Enrique Guaita, Angelo Schiavio, Luis Monti, Giovanni Ferrari e Giampiero Combi.

Il gruppo disponeva di grande esperienza e qualità tecnica. La guida di Pozzo fu fondamentale soprattutto nei momenti più difficili del torneo.

Giuseppe Meazza, Orsi e Schiavio

Tra i principali protagonisti degli Azzurri spiccarono Giuseppe Meazza, Raimundo Orsi e Angelo Schiavio.

Meazza fu decisivo soprattutto nella ripetizione del quarto di finale contro la Spagna, mentre Orsi e Schiavio firmarono i gol che regalarono all'Italia la vittoria nella finale di Roma.

Italia-Stati Uniti 7-1: l’esordio ai Mondiali

Il debutto dell'Italia avvenne il 27 maggio 1934 allo Stadio PNF di Roma, contro gli Stati Uniti.

Gli Azzurri non ebbero particolari difficoltà e dominarono l'incontro, vincendo con il risultato di 7-1. La squadra italiana mise subito in mostra la propria forza offensiva e superò il primo turno con grande autorità.

La vittoria permise all'Italia di accedere ai quarti di finale, dove avrebbe affrontato una delle squadre più temibili del torneo.

Italia-Spagna: il quarto di finale più difficile

Il 31 maggio 1934, a Firenze, l'Italia affrontò la Spagna nei quarti di finale.

La partita fu molto equilibrata e terminò 1-1 dopo i tempi supplementari. All'epoca non esistevano i calci di rigore: in caso di parità era necessario disputare una seconda partita.

Italia e Spagna tornarono quindi in campo il giorno successivo, ancora a Firenze.

La ripetizione contro la Spagna

La seconda sfida si disputò il 1° giugno 1934 e fu vinta dall'Italia per 1-0 grazie a una rete di Giuseppe Meazza.

Fu una partita estremamente importante per il cammino degli Azzurri, soprattutto considerando che le due squadre avevano giocato 120 minuti appena il giorno precedente.

L'Italia conquistò così l'accesso alla semifinale.

Italia-Austria: la semifinale contro il Wunderteam

In semifinale gli Azzurri incontrarono l'Austria, una delle grandi favorite del torneo.

La nazionale austriaca era conosciuta come Wunderteam e rappresentava una delle potenze del calcio europeo degli anni Trenta.

La sfida si giocò a Milano il 3 giugno 1934 e terminò con la vittoria dell'Italia per 1-0.

Il gol decisivo fu realizzato da Enrique Guaita, permettendo alla Nazionale italiana di raggiungere la finale del Mondiale.

Per l'Italia si trattava di un risultato straordinario: dopo aver superato Stati Uniti, Spagna e Austria, gli Azzurri erano ormai a una sola partita dalla conquista del titolo.

La finale dei Mondiali 1934: Italia-Cecoslovacchia

La finale si disputò il 10 giugno 1934 a Roma, allo Stadio PNF, davanti a una grande folla.

L'avversaria era la Cecoslovacchia, arrivata all'atto conclusivo dopo aver eliminato Romania, Svizzera e Germania.

La partita si trasformò in una delle finali più drammatiche della storia della Coppa del Mondo.


Lo stadio del P.N.F. di Roma poco prima della finalissima


Puc porta avanti la Cecoslovacchia

Dopo un primo tempo senza gol, la Cecoslovacchia passò in vantaggio nella ripresa.

Al 76° minuto, Antonín Puč portò avanti la squadra cecoslovacca, mettendo gli Azzurri in una situazione estremamente difficile.

L'Italia era a pochi minuti dalla sconfitta.

Orsi firma il pareggio

Quando il titolo sembrava ormai vicino alla Cecoslovacchia, arrivò la reazione italiana.

All'81° minuto, Raimundo Orsi realizzò il gol dell'1-1, riportando la finale in equilibrio.

Il risultato non cambiò fino al termine dei tempi regolamentari e fu quindi necessario ricorrere ai supplementari.


Il giocatore della Juventus Orsi, autore del gol del pareggio

Schiavio segna il gol della storia

Il momento decisivo arrivò al 95° minuto.

Angelo Schiavio segnò il gol del 2-1, completando la rimonta italiana e regalando agli Azzurri il primo titolo mondiale della loro storia.



il giocatore del Bologna Schiavio, autore del gol decisivo


La finale si concluse così:

Finale Mondiali 1934Risultato
🇮🇹 Italia2
🇨🇿 Cecoslovacchia1
Primo golPuč, 76'
PareggioOrsi, 81'
Gol decisivoSchiavio, 95'
StadioRoma, Stadio PNF
Data10 giugno 1934
EsitoItalia campione del mondo

L'Italia diventò così la prima nazionale europea a conquistare la Coppa del Mondo.

Vittorio Pozzo, il grande artefice del trionfo

La vittoria del 1934 è strettamente legata alla figura di Vittorio Pozzo.

Il commissario tecnico seppe gestire una squadra ricca di personalità e affrontò con grande determinazione le difficoltà del torneo.

Il successo contro la Cecoslovacchia rappresentò l'inizio di un ciclo straordinario. Quattro anni più tardi Pozzo avrebbe infatti guidato nuovamente l'Italia alla vittoria della Coppa del Mondo, diventando l'unico allenatore capace di conquistare due titoli mondiali.




Vittorio Pozzo portato in trionfo dai suoi giocatori


I grandi protagonisti dell'Italia campione

Giampiero Combi

Il portiere e capitano Giampiero Combi fu uno dei leader della squadra.

La finale del 1934 presenta inoltre una curiosità unica: sia l'Italia sia la Cecoslovacchia avevano un portiere come capitano. Combi guidava gli Azzurri, mentre František Plánička era il capitano cecoslovacco.

Giuseppe Meazza

Giuseppe Meazza era già una delle grandi stelle del calcio italiano.

Fu decisivo nel secondo incontro contro la Spagna e rappresentò uno dei principali punti di riferimento offensivi della Nazionale.

Raimundo Orsi

L'italo-argentino Raimundo Orsi fu l'autore del gol del pareggio nella finale.

La sua rete all'81° minuto riaccese le speranze italiane e preparò la rimonta completata da Schiavio nei supplementari.

Angelo Schiavio

Angelo Schiavio firmò il gol più importante del torneo per l'Italia.

Il suo gol al 95° minuto contro la Cecoslovacchia consegnò agli Azzurri la prima Coppa del Mondo.

I Mondiali del 1934 e il contesto storico

Il Mondiale del 1934 si svolse in un periodo storico molto diverso da quello delle moderne competizioni internazionali.

Il torneo fu organizzato in Italia durante il regime fascista e il calcio ebbe una forte dimensione politica e propagandistica. Per questo motivo, raccontare i Mondiali del 1934 significa anche distinguere il risultato sportivo dalle circostanze politiche nelle quali la competizione si svolse.

La Nazionale italiana vinse comunque il torneo sul campo, superando Stati Uniti, Spagna, Austria e Cecoslovacchia. La FIGC ricorda il 1934 come il primo titolo mondiale della storia degli Azzurri.

Curiosità sui Mondiali 1934

L'Italia giocò cinque partite

Per conquistare il titolo, l'Italia disputò cinque incontri: ottavi di finale, due partite contro la Spagna, semifinale e finale. La ripetizione dei quarti fu necessaria perché la prima sfida era terminata in parità.

La finale fu decisa ai supplementari

Italia-Cecoslovacchia terminò 1-1 nei 90 minuti. Il gol di Schiavio arrivò al quinto minuto dei supplementari e decise il titolo.

Luis Monti giocò due finali mondiali con due nazionali

Una delle curiosità più particolari riguarda Luis Monti. Nato in Argentina, aveva disputato la finale del Mondiale 1930 con la Selección argentina. Nel 1934 giocò invece la finale con l'Italia, diventando l'unico calciatore ad aver disputato una finale mondiale con due nazionali differenti.

Sette giocatori nati all'estero

La rosa italiana campione del mondo comprendeva sette giocatori nati all'estero, tra cui Raimundo Orsi, Enrique Guaita e Luis Monti, nati in Argentina, oltre ad Anfilogino Guarisi, nato in Brasile.

Il significato del Mondiale 1934 per il calcio italiano

La vittoria del 1934 cambiò il posto dell'Italia nel calcio internazionale.

La Nazionale aveva conquistato il primo grande titolo della propria storia e aveva dimostrato di poter competere con le migliori selezioni europee.

Il successo sarebbe stato seguito, appena quattro anni dopo, dal secondo titolo mondiale consecutivo conquistato in Francia nel 1938.

Conclusione: l'Italia è campione del mondo

I Mondiali del 1934 rimangono una pietra miliare nella storia della Nazionale italiana.

Davanti al pubblico di casa, gli Azzurri superarono Stati Uniti, Spagna e Austria prima di affrontare la Cecoslovacchia nella finale di Roma. Dopo essere passata in svantaggio, l'Italia riuscì a rimontare grazie ai gol di Raimundo Orsi e Angelo Schiavio, vincendo 2-1 ai supplementari.

Il 10 giugno 1934 l'Italia conquistò così il suo primo Mondiale. Fu l'inizio di una delle epoche più importanti della storia della Nazionale e il primo capitolo del ciclo vincente di Vittorio Pozzo.

Mondiali 1934 in sintesi:
Campione: Italia 🇮🇹
Finalista: Cecoslovacchia 🇨🇿
Risultato finale: Italia 2-1 Cecoslovacchia d.t.s.
Sede della finale: Roma
Data: 10 giugno 1934
Allenatore dell'Italia: Vittorio Pozzo
Capocannoniere del torneo: Oldřich Nejedlý, 5 gol.