sabato 22 agosto 2026

 

Campionato Italiano 1936/37: il Bologna concede il bis, la Lazio sfiora lo scudetto

La stagione 1936/37 del campionato italiano di calcio fu una delle più interessanti degli anni Trenta. Il Bologna riuscì a confermarsi campione d'Italia, conquistando il secondo scudetto consecutivo, ma questa volta dovette affrontare una concorrenza molto più agguerrita.

A contendere il titolo ai campioni in carica furono soprattutto la Lazio e il Torino, mentre Juventus, Milan, Genova e Ambrosiana-Inter completarono il gruppo delle principali protagoniste.

Il Bologna di Árpád Weisz concluse il torneo al primo posto con 42 punti, davanti alla Lazio, seconda a quota 39, e al Torino, terzo con 38.

Ma la stagione fu ricordata anche per l'affermazione definitiva di Silvio Piola, attaccante della Lazio e capocannoniere del campionato con 21 reti.

La Serie A 1936/37

Il campionato 1936/37 fu disputato da 16 squadre, con il tradizionale girone all'italiana.

Ogni formazione affrontò due volte ciascun avversario, per un totale di 30 partite.

Il sistema di punteggio prevedeva:

  • 2 punti per la vittoria;

  • 1 punto per il pareggio;

  • 0 punti per la sconfitta.

Il torneo iniziò il 13 settembre 1936 e si concluse nel maggio del 1937.

Tra le squadre presenti c'erano grandi protagoniste come Bologna, Lazio, Torino, Juventus, Milan, Ambrosiana-Inter e Fiorentina, insieme alle neopromosse Lucchese e Novara.

Il Bologna campione d'Italia

Il grande protagonista della stagione fu ancora una volta il Bologna.

Dopo lo scudetto conquistato nel 1935/36, la squadra emiliana riuscì a ripetersi e a conquistare il secondo titolo consecutivo.

Il Bologna terminò il campionato con:

  • 42 punti

  • 15 vittorie

  • 12 pareggi

  • 3 sconfitte

  • 45 gol segnati

  • 26 gol subiti

La squadra di Weisz si dimostrò soprattutto difficile da battere: appena tre sconfitte in trenta giornate rappresentarono uno dei principali motivi del successo finale.

Il Bologna conquistò così il quarto titolo italiano della propria storia, consolidando il proprio ruolo di grande protagonista del calcio italiano degli anni Trenta.



Una formazione del Bologna nella stagione 1936-37. Da sinistra, in piedi: C. Ceresoli, G. Corsi, M. Andreolo, D. Fiorini, R. Sansone, B. Maini, M. Pagotto, G. Busoni, A. Biavati; accosciati: F. Fedullo, C. Reguzzoni.


Un Bologna fortissimo soprattutto in trasferta

Una delle caratteristiche più curiose del Bologna 1936/37 fu il rendimento esterno.

La squadra emiliana iniziò infatti il campionato con un rendimento sorprendente lontano da casa: nelle prime sette partite in trasferta ottenne sei vittorie e un pareggio.

Al contrario, nelle prime sei gare interne conquistò una sola vittoria, con quattro pareggi e una sconfitta.

Il Bologna riuscì quindi a costruire una parte fondamentale del proprio successo proprio sui campi delle avversarie.

La Lazio sfiora l'impresa

La vera sorpresa della stagione fu la Lazio.

La formazione romana disputò un campionato straordinario e arrivò a contendere concretamente lo scudetto al Bologna.

A metà torneo la Lazio si trovava in testa alla classifica con 23 punti, davanti al Bologna a 21 e al Torino a 20.

Al termine del girone d'andata, i biancocelesti erano ancora davanti a tutti.

La situazione sembrava quindi favorevole alla Lazio, ma l'inizio del girone di ritorno cambiò completamente gli equilibri.

Due sconfitte esterne, contro Milan e Triestina, permisero al Bologna di tornare in testa.

Da quel momento i rossoblù non furono più raggiunti e riuscirono a conquistare lo scudetto.

Silvio Piola, il grande protagonista

La stagione 1936/37 fu anche quella dell'affermazione di uno dei più grandi attaccanti della storia del calcio italiano: Silvio Piola.

L'attaccante della Lazio realizzò 21 gol, conquistando il titolo di capocannoniere della Serie A.

Piola fu il principale punto di riferimento offensivo della formazione romana e contribuì in maniera decisiva alla straordinaria stagione della Lazio.

Alle sue spalle nella classifica dei marcatori si piazzarono Guglielmo Gabetto della Juventus e Pietro Buscaglia del Torino, entrambi protagonisti di ottime stagioni.

I migliori marcatori della Serie A 1936/37

Pos.GiocatoreSquadraGol
1Silvio PiolaLazio21
2Guglielmo GabettoJuventus17
2Pietro BuscagliaTorino17
4Felice BorelJuventus16
4Alfredo MarchionneschiGenova16
6Umberto BusaniLazio15
7Elpidio CoppaLucchese13
7Danilo MicheliniLucchese13
7Otello TorriNovara13
10Carlo ReguzzoniBologna12



Silvio Piola con la maglia della Pro Vercelli, sua prima squadra in Serie A


Il Torino sul podio

Il Torino fu un'altra grande protagonista del campionato.

La formazione granata concluse la stagione al terzo posto con 38 punti, appena quattro lunghezze dietro al Bologna.

Il Torino raccolse 13 vittorie, 12 pareggi e solamente 5 sconfitte, realizzando 50 reti e subendone appena 25.

Proprio la difesa fu una delle migliori del torneo: con 25 gol incassati, il Torino ebbe la seconda miglior difesa della Serie A, dietro al Bologna.

Il Milan chiude quarto

Il Milan concluse il campionato al quarto posto con 36 punti.

I rossoneri ottennero 13 vittorie, 10 pareggi e 7 sconfitte, con 39 gol segnati e 29 subiti.

Uno dei risultati più importanti del Milan arrivò proprio contro il Bologna: la sconfitta dei campioni in carica nella gara di Milano contribuì temporaneamente a riportare la Lazio in testa alla classifica.

La Juventus si ripete al quinto posto

Dopo essere stata una delle grandi dominatrici del calcio italiano nella prima metà degli anni Trenta, la Juventus continuò la fase di transizione.

I bianconeri terminarono il campionato al quinto posto con 35 punti.

La squadra torinese raccolse 12 vittorie, 11 pareggi e 7 sconfitte.

Il dato offensivo fu comunque importante: 53 gol segnati, il secondo miglior attacco del campionato dopo quello della Lazio.

Tra i protagonisti della Juventus ci fu Guglielmo Gabetto, autore di 17 gol.

L'Ambrosiana-Inter lontana dalla lotta per il titolo

L'Ambrosiana-Inter non riuscì a inserirsi nella lotta per lo scudetto.

La formazione milanese terminò infatti al settimo posto con 31 punti, a pari merito con la Lucchese.

Fu una stagione lontana dai vertici per una società che negli anni precedenti aveva spesso lottato per il titolo.

Anche Giuseppe Meazza, uno dei simboli del calcio italiano dell'epoca, concluse il campionato con 11 reti, a pari merito con il compagno di squadra Annibale Frossi.

La sorprendente Lucchese

Una delle note positive del campionato fu la Lucchese.

La neopromossa concluse la stagione al settimo posto, a pari punti con l'Ambrosiana-Inter.

La squadra toscana conquistò 31 punti, frutto di 9 vittorie, 13 pareggi e 8 sconfitte.

Tra i suoi migliori marcatori figuravano Elpidio Coppa e Danilo Michelini, entrambi autori di 13 reti.

La lotta per la salvezza

Nella parte bassa della classifica, la stagione fu particolarmente difficile per Novara e Alessandria.

L'Alessandria terminò ultima con appena 18 punti, mentre il Novara concluse al quindicesimo posto con 21.

Entrambe furono retrocesse in Serie B al termine della stagione.

La Sampierdarenese, invece, riuscì a evitare la retrocessione chiudendo al quattordicesimo posto con 22 punti.

La classifica finale della Serie A 1936/37

Pos.SquadraPt.GVNPGFGS
1Bologna4230151234526
2Lazio393017585642
3Torino3830131255025
4Milan3630131073929
5Juventus3530121175331
6Genova 18933330111185136
7Ambrosiana-Inter313091384335
8Lucchese313091383943
9Fiorentina303091293432
10Roma2730107133645
11Bari273099123545
12Triestina2630712112936
13Napoli243088143139
14Sampierdarenese2230610143246
15Novara213085174362
16Alessandria183082202367

Il Bologna guarda anche all'Europa

Il successo in campionato permise al Bologna di partecipare alla Coppa dell'Europa Centrale, una delle più importanti competizioni internazionali per club dell'epoca.

La società emiliana aveva ormai raggiunto una posizione di grande prestigio anche fuori dai confini italiani.

Il 1937 fu inoltre un anno particolarmente importante per il Bologna: la squadra venne invitata al Torneo Internazionale dell'Expo Universale di Parigi, manifestazione che riuscì a vincere.

La Lazio e la finale europea

La seconda posizione in campionato ebbe un'importante conseguenza per la Lazio.

I biancocelesti ottennero infatti l'accesso alla Coppa dell'Europa Centrale, la principale competizione internazionale dell'epoca.

La Lazio arrivò addirittura fino alla finale contro il Ferencváros.

La doppia finale fu spettacolare: gli ungheresi vinsero 4-2 a Budapest e si imposero anche a Roma per 5-4.

La Lazio chiuse quindi una stagione straordinaria con il secondo posto in campionato e una storica finale internazionale.

Una stagione decisiva per il calcio italiano

Il campionato 1936/37 mostra bene la trasformazione del calcio italiano negli anni Trenta.

Il Bologna rappresentava una delle squadre più organizzate del periodo, mentre Lazio e Torino dimostravano di poter competere ai massimi livelli.

Contemporaneamente, giocatori come Silvio Piola, Giuseppe Meazza, Guglielmo Gabetto, Felice Borel e Carlo Reguzzoni contribuivano a rendere il campionato sempre più ricco di grandi protagonisti.

Il calcio italiano stava entrando in una fase destinata a produrre altre grandi squadre e altri importanti successi internazionali.

Conclusione

La Serie A 1936/37 fu il campionato della conferma del Bologna.

La squadra emiliana conquistò il secondo scudetto consecutivo, terminando il torneo con 42 punti e precedendo una sorprendente Lazio, seconda a quota 39.

Il Torino completò il podio con 38 punti, mentre Milan e Juventus chiusero rispettivamente al quarto e al quinto posto.

Ma la stagione fu soprattutto quella della consacrazione di Silvio Piola, capocannoniere con 21 reti, e della grande crescita della Lazio, capace di arrivare fino alla finale della Coppa dell'Europa Centrale.

Il Bologna, invece, continuava la sua ascesa. Il secondo titolo consecutivo era il segnale che la squadra di Árpád Weisz non era stata semplicemente una meteora: era ormai una delle vere potenze del calcio italiano.

I numeri della stagione 1936/37

  • Campione d'Italia: Bologna

  • Seconda classificata: Lazio

  • Terza classificata: Torino

  • Squadre partecipanti: 16

  • Partite disputate: 240

  • Gol complessivi: 639

  • Capocannoniere: Silvio Piola, Lazio, 21 gol

  • Retrocesse: Novara e Alessandria

  • Scudetto del Bologna: quarto titolo italiano

  • Allenatore del Bologna: Árpád Weisz

  • Secondo scudetto consecutivo del Bologna

giovedì 20 agosto 2026

 

Campionato Italiano 1935/36: il Bologna torna campione d’Italia

La stagione 1935/36 rappresenta un momento importante nella storia del campionato italiano di calcio. Dopo cinque scudetti consecutivi conquistati dalla Juventus, il dominio bianconero venne interrotto dal Bologna, che tornò a laurearsi campione d'Italia dopo diversi anni.

Il campionato fu caratterizzato da una lotta molto equilibrata nelle zone alte della classifica. Il Bologna riuscì a precedere Roma, Torino e Ambrosiana-Inter, conquistando il suo terzo scudetto.

La Serie A 1935/36

Il campionato italiano 1935/36 si disputò con 16 squadre, esattamente come nella stagione precedente.

Ogni squadra affrontò tutte le altre due volte, per un totale di 30 partite per club.

Il sistema di punteggio prevedeva:

  • 2 punti per ogni vittoria;

  • 1 punto per il pareggio;

  • 0 punti per la sconfitta.

Il torneo iniziò nell'autunno del 1935 e si concluse nella primavera del 1936, in un periodo nel quale il calcio italiano stava attraversando una fase di grande crescita.

La Nazionale italiana era reduce dal successo nella Coppa del Mondo del 1934, mentre i club italiani cercavano di consolidare il proprio prestigio anche a livello internazionale.

Il Bologna conquista lo scudetto

Il grande protagonista della stagione fu il Bologna.

La squadra emiliana disputò un campionato estremamente regolare e riuscì a terminare il torneo al primo posto con 40 punti.

Il successo interruppe la straordinaria serie di cinque campionati consecutivi vinti dalla Juventus.

Per il Bologna si trattò del terzo titolo italiano della propria storia, dopo gli scudetti conquistati nel 1924/25 e nel 1928/29.

La vittoria del 1935/36 confermò il Bologna come una delle grandi potenze del calcio italiano degli anni Trenta.

La Juventus non riesce a difendere il titolo

Dopo cinque scudetti consecutivi, la Juventus dovette questa volta accontentarsi del secondo gruppo delle grandi protagoniste.

I bianconeri terminarono il campionato al quinto posto, alle spalle di Bologna, Roma, Torino e Ambrosiana-Inter.

La stagione segnò quindi la fine definitiva del grande ciclo iniziato nel 1930/31.

La Juventus aveva conquistato cinque titoli consecutivi, ma il campionato 1935/36 dimostrò che il calcio italiano stava diventando sempre più competitivo.

La Roma seconda 

Una delle sorprese positive della stagione fu la Roma, che terminò il campionato al secondo posto.

La squadra giallorossa si confermò tra le migliori formazioni del torneo e continuò il processo di crescita iniziato negli anni precedenti.

La Roma poteva inoltre contare su giocatori di grande qualità e su una tradizione offensiva particolarmente importante.

Il secondo posto rappresentò uno dei migliori risultati della società in quel periodo.


Il Torino conquista il terzo posto

Alle spalle della Roma si classificò il Torino.

La squadra granata concluse il campionato al terzo posto, confermandosi tra le formazioni più forti d'Italia, riscattando così le due ultime opache stagioni dove aveva anche rischiato la retrocessione.

Nel 1935/36 la squadra granata fu protagonista della lotta per lo scudetto, ma non riuscì a superare Roma e Bologna.


La classifica finale del campionato 1935/36

Pos.SquadraPunti
1Bologna40
2Roma39
3Torino38
4Ambrosiana36
5Juventus35
6Triestina32
7Lazio30
8Milan28
9Napoli28
10Genova 189328
11Alessandria28
12Sampierdarenese27
13Fiorentina27
14Bari25
15Palermo23
16Brescia16

Nota: la denominazione delle società riflette il contesto storico dell'epoca.



Una formazione del Bologna nella stagione 1935-36. Da sinistra, in piedi: R. Sansone, M. Andreolo, D. Fiorini, M. Gianni, C. Reguzzoni, B. Maini, M. Montesanto, F. Gasperi; accosciati: F. Fedullo, A. Schiavio, G. Corsi.

mercoledì 19 agosto 2026

 

Campionato Italiano 1934/35: la Juventus conquista il quinto scudetto consecutivo

La stagione 1934/35 rappresenta uno dei capitoli più importanti nella storia del calcio italiano. La Juventus riuscì infatti a conquistare il quinto campionato consecutivo, completando un ciclo straordinario iniziato nel 1930/31.

Il torneo fu particolarmente combattuto e vide l'Ambrosiana-Inter come principale rivale dei bianconeri. Alla fine di 30 giornate, però, fu ancora la Juventus a festeggiare il titolo, chiudendo il campionato con 44 punti, due in più rispetto all'Ambrosiana-Inter.

Un campionato a 16 squadre

Il campionato 1934/35 fu il primo torneo di Serie A disputato con 16 squadre, una novità importante nella storia del massimo campionato italiano.

Ogni formazione giocò 30 partite, affrontando due volte ciascun avversario, una in casa e una in trasferta. Il sistema di punteggio prevedeva due punti per la vittoria e uno per il pareggio.

La competizione presentava diverse realtà storiche del calcio italiano: Juventus, Ambrosiana-Inter, Milan, Roma, Lazio, Bologna, Fiorentina, Napoli, Torino e Pro Vercelli erano tra le protagoniste del torneo.

La Juventus e il quinto scudetto consecutivo

La Juventus arrivò alla stagione 1934/35 con l'obiettivo di confermarsi ancora una volta campione d'Italia.

La squadra torinese riuscì nell'impresa, terminando il campionato al primo posto con:

  • 30 partite

  • 18 vittorie

  • 8 pareggi

  • 4 sconfitte

  • 45 gol segnati

  • 22 gol subiti

  • 44 punti

Il vantaggio sull'Ambrosiana-Inter fu di appena due punti, a testimonianza dell'equilibrio che caratterizzò la lotta per lo scudetto.

Con questo successo, la Juventus raggiunse il settimo titolo nazionale della propria storia e completò il celebre ciclo di cinque campionati consecutivi vinti tra il 1930/31 e il 1934/35.

Il cambio in panchina

La stagione fu particolare anche per la situazione tecnica della Juventus.

Nel corso dell'autunno del 1934, Carlo Carcano lasciò la guida della squadra e il ruolo di allenatore passò a Carlo Bigatto, storico giocatore bianconero.

Nonostante il cambiamento, la Juventus mantenne una struttura competitiva e riuscì a portare a termine la stagione davanti alla grande rivale milanese.

Una squadra tra esperienza e giovani talenti

La Juventus del 1934/35 poteva contare su alcuni dei più importanti giocatori dell'epoca.

Tra i protagonisti della formazione figuravano Virginio Rosetta, Luis Monti, Luigi Bertolini, Renato Cesarini, Giovanni Ferrari, Raimundo Orsi e Felice Borel II.

All'interno della rosa iniziarono inoltre ad affacciarsi giovani destinati a lasciare un segno importante nella storia del club, come Alfredo Foni, Pietro Rava e Guglielmo Gabetto.

Il mix tra esperienza e giovani talenti contribuì a mantenere la Juventus ai vertici del calcio italiano.

L'Ambrosiana-Inter sfiora il titolo

La principale antagonista della Juventus fu l'Ambrosiana-Inter.

La squadra milanese concluse il campionato al secondo posto con 42 punti, appena due in meno dei bianconeri. L'Inter ottenne 15 vittorie, 12 pareggi e solamente 3 sconfitte, segnando ben 58 gol e subendone 24.

Dal punto di vista offensivo, l'Ambrosiana-Inter realizzò quindi più reti della Juventus, ma furono la maggiore continuità e i risultati complessivi dei torinesi a determinare la conquista dello scudetto.

La Fiorentina sul podio

Al terzo posto terminò la Fiorentina, protagonista di un ottimo campionato.

La squadra viola raccolse 39 punti, con 15 vittorie, 9 pareggi e 6 sconfitte. La Fiorentina segnò 39 gol e ne subì 23.

Il terzo posto rappresentò uno dei risultati più interessanti del torneo e confermò la crescita della società toscana nel calcio italiano.

Roma e Lazio nella parte alta della classifica

La Roma concluse il campionato al quarto posto con 35 punti, precedendo la Lazio, quinta con 32.

Particolarmente interessante fu il rendimento offensivo della Roma: i giallorossi realizzarono 63 reti, il miglior dato dell'intero campionato, pur chiudendo a nove punti dalla Juventus.

La Lazio, invece, terminò con 32 punti e 55 gol segnati.

La classifica finale

Pos.SquadraPt.GVNPGFGS
1Juventus443018844522
2Ambrosiana-Inter4230151235824
3Fiorentina393015963923
4Roma353014796338
5Lazio3230136115546
6Bologna3030118114634
7Napoli2930109113938
8Alessandria2930125134448
9Palermo2930911102734
10Milan2730811113638
11Triestina2730115143344
12Brescia2730107132945
13Sampierdarenese263098132942
14Torino253089133745
15Livorno243088142854
16Pro Vercelli153055202154

lunedì 17 agosto 2026

 

Mondiali 1934: l’Italia conquista il primo titolo mondiale

I Mondiali del 1934 rappresentano una delle pagine più importanti nella storia del calcio italiano. La seconda edizione della Coppa del Mondo FIFA si disputò in Italia dal 27 maggio al 10 giugno 1934 e si concluse con il trionfo della Nazionale italiana, che conquistò il suo primo titolo mondiale battendo la Cecoslovacchia per 2-1 dopo i tempi supplementari.

Per l’Italia fu un torneo storico sotto diversi aspetti: era la prima partecipazione della Nazionale alla Coppa del Mondo, la prima volta che il Paese ospitava il torneo e, soprattutto, la prima vittoria degli Azzurri nella competizione.

Mondiali 1934: quando e dove si disputarono

Il Campionato del Mondo 1934 si svolse dal 27 maggio al 10 giugno. A differenza della prima edizione del 1930, disputata in Uruguay, il torneo italiano coinvolse diverse città e venne organizzato con una formula a eliminazione diretta.

Le partite furono disputate in otto città italiane: Roma, Torino, Milano, Firenze, Bologna, Napoli, Genova e Trieste. Le 16 squadre partecipanti affrontarono direttamente gli ottavi di finale.

Le 16 nazionali partecipanti

Il torneo riunì alcune delle migliori selezioni dell'epoca:

  • Italia

  • Argentina

  • Austria

  • Belgio

  • Brasile

  • Cecoslovacchia

  • Egitto

  • Francia

  • Germania

  • Paesi Bassi

  • Romania

  • Spagna

  • Stati Uniti

  • Svezia

  • Svizzera

  • Ungheria

Una curiosità storica riguarda l'Uruguay, campione del mondo in carica, che non partecipò alla competizione. Fu l'unica nazionale campione del mondo a non difendere il titolo nell'edizione successiva.

L’Italia di Vittorio Pozzo

La Nazionale italiana era guidata dal commissario tecnico Vittorio Pozzo, figura destinata a diventare uno dei più importanti allenatori della storia del calcio italiano.

Pozzo costruì una squadra competitiva, nella quale convivevano grandi talenti italiani e alcuni giocatori di origine straniera. Tra i protagonisti della formazione c'erano Giuseppe Meazza, Raimundo Orsi, Enrique Guaita, Angelo Schiavio, Luis Monti, Giovanni Ferrari e Giampiero Combi.

Il gruppo disponeva di grande esperienza e qualità tecnica. La guida di Pozzo fu fondamentale soprattutto nei momenti più difficili del torneo.

Giuseppe Meazza, Orsi e Schiavio

Tra i principali protagonisti degli Azzurri spiccarono Giuseppe Meazza, Raimundo Orsi e Angelo Schiavio.

Meazza fu decisivo soprattutto nella ripetizione del quarto di finale contro la Spagna, mentre Orsi e Schiavio firmarono i gol che regalarono all'Italia la vittoria nella finale di Roma.

Italia-Stati Uniti 7-1: l’esordio ai Mondiali

Il debutto dell'Italia avvenne il 27 maggio 1934 allo Stadio PNF di Roma, contro gli Stati Uniti.

Gli Azzurri non ebbero particolari difficoltà e dominarono l'incontro, vincendo con il risultato di 7-1. La squadra italiana mise subito in mostra la propria forza offensiva e superò il primo turno con grande autorità.

La vittoria permise all'Italia di accedere ai quarti di finale, dove avrebbe affrontato una delle squadre più temibili del torneo.

Italia-Spagna: il quarto di finale più difficile

Il 31 maggio 1934, a Firenze, l'Italia affrontò la Spagna nei quarti di finale.

La partita fu molto equilibrata e terminò 1-1 dopo i tempi supplementari. All'epoca non esistevano i calci di rigore: in caso di parità era necessario disputare una seconda partita.

Italia e Spagna tornarono quindi in campo il giorno successivo, ancora a Firenze.

La ripetizione contro la Spagna

La seconda sfida si disputò il 1° giugno 1934 e fu vinta dall'Italia per 1-0 grazie a una rete di Giuseppe Meazza.

Fu una partita estremamente importante per il cammino degli Azzurri, soprattutto considerando che le due squadre avevano giocato 120 minuti appena il giorno precedente.

L'Italia conquistò così l'accesso alla semifinale.

Italia-Austria: la semifinale contro il Wunderteam

In semifinale gli Azzurri incontrarono l'Austria, una delle grandi favorite del torneo.

La nazionale austriaca era conosciuta come Wunderteam e rappresentava una delle potenze del calcio europeo degli anni Trenta.

La sfida si giocò a Milano il 3 giugno 1934 e terminò con la vittoria dell'Italia per 1-0.

Il gol decisivo fu realizzato da Enrique Guaita, permettendo alla Nazionale italiana di raggiungere la finale del Mondiale.

Per l'Italia si trattava di un risultato straordinario: dopo aver superato Stati Uniti, Spagna e Austria, gli Azzurri erano ormai a una sola partita dalla conquista del titolo.

La finale dei Mondiali 1934: Italia-Cecoslovacchia

La finale si disputò il 10 giugno 1934 a Roma, allo Stadio PNF, davanti a una grande folla.

L'avversaria era la Cecoslovacchia, arrivata all'atto conclusivo dopo aver eliminato Romania, Svizzera e Germania.

La partita si trasformò in una delle finali più drammatiche della storia della Coppa del Mondo.


Lo stadio del P.N.F. di Roma poco prima della finalissima


Puc porta avanti la Cecoslovacchia

Dopo un primo tempo senza gol, la Cecoslovacchia passò in vantaggio nella ripresa.

Al 76° minuto, Antonín Puč portò avanti la squadra cecoslovacca, mettendo gli Azzurri in una situazione estremamente difficile.

L'Italia era a pochi minuti dalla sconfitta.

Orsi firma il pareggio

Quando il titolo sembrava ormai vicino alla Cecoslovacchia, arrivò la reazione italiana.

All'81° minuto, Raimundo Orsi realizzò il gol dell'1-1, riportando la finale in equilibrio.

Il risultato non cambiò fino al termine dei tempi regolamentari e fu quindi necessario ricorrere ai supplementari.


Il giocatore della Juventus Orsi, autore del gol del pareggio

Schiavio segna il gol della storia

Il momento decisivo arrivò al 95° minuto.

Angelo Schiavio segnò il gol del 2-1, completando la rimonta italiana e regalando agli Azzurri il primo titolo mondiale della loro storia.



il giocatore del Bologna Schiavio, autore del gol decisivo


La finale si concluse così:

Finale Mondiali 1934Risultato
🇮🇹 Italia2
🇨🇿 Cecoslovacchia1
Primo golPuč, 76'
PareggioOrsi, 81'
Gol decisivoSchiavio, 95'
StadioRoma, Stadio PNF
Data10 giugno 1934
EsitoItalia campione del mondo

L'Italia diventò così la prima nazionale europea a conquistare la Coppa del Mondo.

Vittorio Pozzo, il grande artefice del trionfo

La vittoria del 1934 è strettamente legata alla figura di Vittorio Pozzo.

Il commissario tecnico seppe gestire una squadra ricca di personalità e affrontò con grande determinazione le difficoltà del torneo.

Il successo contro la Cecoslovacchia rappresentò l'inizio di un ciclo straordinario. Quattro anni più tardi Pozzo avrebbe infatti guidato nuovamente l'Italia alla vittoria della Coppa del Mondo, diventando l'unico allenatore capace di conquistare due titoli mondiali.




Vittorio Pozzo portato in trionfo dai suoi giocatori


I grandi protagonisti dell'Italia campione

Giampiero Combi

Il portiere e capitano Giampiero Combi fu uno dei leader della squadra.

La finale del 1934 presenta inoltre una curiosità unica: sia l'Italia sia la Cecoslovacchia avevano un portiere come capitano. Combi guidava gli Azzurri, mentre František Plánička era il capitano cecoslovacco.

Giuseppe Meazza

Giuseppe Meazza era già una delle grandi stelle del calcio italiano.

Fu decisivo nel secondo incontro contro la Spagna e rappresentò uno dei principali punti di riferimento offensivi della Nazionale.

Raimundo Orsi

L'italo-argentino Raimundo Orsi fu l'autore del gol del pareggio nella finale.

La sua rete all'81° minuto riaccese le speranze italiane e preparò la rimonta completata da Schiavio nei supplementari.

Angelo Schiavio

Angelo Schiavio firmò il gol più importante del torneo per l'Italia.

Il suo gol al 95° minuto contro la Cecoslovacchia consegnò agli Azzurri la prima Coppa del Mondo.

I Mondiali del 1934 e il contesto storico

Il Mondiale del 1934 si svolse in un periodo storico molto diverso da quello delle moderne competizioni internazionali.

Il torneo fu organizzato in Italia durante il regime fascista e il calcio ebbe una forte dimensione politica e propagandistica. Per questo motivo, raccontare i Mondiali del 1934 significa anche distinguere il risultato sportivo dalle circostanze politiche nelle quali la competizione si svolse.

La Nazionale italiana vinse comunque il torneo sul campo, superando Stati Uniti, Spagna, Austria e Cecoslovacchia. La FIGC ricorda il 1934 come il primo titolo mondiale della storia degli Azzurri.

Curiosità sui Mondiali 1934

L'Italia giocò cinque partite

Per conquistare il titolo, l'Italia disputò cinque incontri: ottavi di finale, due partite contro la Spagna, semifinale e finale. La ripetizione dei quarti fu necessaria perché la prima sfida era terminata in parità.

La finale fu decisa ai supplementari

Italia-Cecoslovacchia terminò 1-1 nei 90 minuti. Il gol di Schiavio arrivò al quinto minuto dei supplementari e decise il titolo.

Luis Monti giocò due finali mondiali con due nazionali

Una delle curiosità più particolari riguarda Luis Monti. Nato in Argentina, aveva disputato la finale del Mondiale 1930 con la Selección argentina. Nel 1934 giocò invece la finale con l'Italia, diventando l'unico calciatore ad aver disputato una finale mondiale con due nazionali differenti.

Sette giocatori nati all'estero

La rosa italiana campione del mondo comprendeva sette giocatori nati all'estero, tra cui Raimundo Orsi, Enrique Guaita e Luis Monti, nati in Argentina, oltre ad Anfilogino Guarisi, nato in Brasile.

Il significato del Mondiale 1934 per il calcio italiano

La vittoria del 1934 cambiò il posto dell'Italia nel calcio internazionale.

La Nazionale aveva conquistato il primo grande titolo della propria storia e aveva dimostrato di poter competere con le migliori selezioni europee.

Il successo sarebbe stato seguito, appena quattro anni dopo, dal secondo titolo mondiale consecutivo conquistato in Francia nel 1938.

Conclusione: l'Italia è campione del mondo

I Mondiali del 1934 rimangono una pietra miliare nella storia della Nazionale italiana.

Davanti al pubblico di casa, gli Azzurri superarono Stati Uniti, Spagna e Austria prima di affrontare la Cecoslovacchia nella finale di Roma. Dopo essere passata in svantaggio, l'Italia riuscì a rimontare grazie ai gol di Raimundo Orsi e Angelo Schiavio, vincendo 2-1 ai supplementari.

Il 10 giugno 1934 l'Italia conquistò così il suo primo Mondiale. Fu l'inizio di una delle epoche più importanti della storia della Nazionale e il primo capitolo del ciclo vincente di Vittorio Pozzo.

Mondiali 1934 in sintesi:
Campione: Italia 🇮🇹
Finalista: Cecoslovacchia 🇨🇿
Risultato finale: Italia 2-1 Cecoslovacchia d.t.s.
Sede della finale: Roma
Data: 10 giugno 1934
Allenatore dell'Italia: Vittorio Pozzo
Capocannoniere del torneo: Oldřich Nejedlý, 5 gol.

 

Campionato Italiano 1933/34: Juventus Campione d’Italia | Storia e Classifica

La stagione 1933/34 del campionato italiano di calcio rappresentò uno dei capitoli più affascinanti della storia del calcio italiano degli anni Trenta. La Serie A vide affrontarsi 18 squadre in un torneo lungo e combattuto, con la Juventus protagonista di una straordinaria corsa al titolo contro l'Ambrosiana-Inter.

Alla fine di 34 giornate, furono i bianconeri a conquistare lo scudetto, chiudendo il campionato con 53 punti, davanti all'Ambrosiana-Inter, seconda a quota 49. La Juventus realizzò inoltre 88 gol, subendone soltanto 31.

Una Juventus ancora dominatrice

La Juventus arrivò alla stagione 1933/34 forte dei successi ottenuti negli anni precedenti. La squadra bianconera era allenata da Carlo Carcano e disponeva di una formazione ricca di giocatori di grande livello.

Tra i protagonisti c'erano Gianpiero Combi, Virginio Rosetta, Luis Monti, Mario Varglien, Renato Cesarini, Raimundo Orsi e soprattutto Felice Borel II.

Il campionato confermò la solidità della squadra torinese. In 34 partite la Juventus ottenne 23 vittorie, 7 pareggi e appena 4 sconfitte. Il rendimento casalingo fu particolarmente impressionante: 13 vittorie, 4 pareggi e nessuna sconfitta.

La sfida con l'Ambrosiana-Inter

La principale rivale della Juventus fu l'Ambrosiana-Inter, guidata in campo da uno dei più grandi talenti del calcio italiano: Giuseppe Meazza.

La squadra milanese iniziò benissimo il torneo. Alla prima giornata travolse il Casale con un incredibile 9-0, con Meazza autore di tre reti.

Per gran parte della stagione l'Ambrosiana rimase in testa alla classifica, costringendo la Juventus a un lungo inseguimento.

Alla 24ª giornata la situazione era ancora favorevole ai nerazzurri: Ambrosiana 36 punti e Juventus 35. La corsa allo scudetto sembrava quindi completamente aperta.

Il sorpasso decisivo della Juventus

La svolta arrivò nelle ultime giornate.

Il 15 aprile 1934 la Juventus batté il Brescia per 2-1, mentre l'Ambrosiana fu sconfitta dalla Fiorentina per 1-0. Il risultato permise ai bianconeri di effettuare il sorpasso: Juventus 47 punti, Ambrosiana 46.

La squadra torinese non si fece più raggiungere.

Nella giornata successiva la Juventus superò la Pro Vercelli per 2-0, mentre l'Ambrosiana pareggiò contro il Brescia. Dopo 31 giornate, i bianconeri avevano già quattro punti di vantaggio: 51 contro 49.

Alla 32ª giornata arrivò un'altra vittoria importante: Lazio-Juventus 0-2, con reti di Orsi e Borel II.

La Juventus raggiunse così quota 53 punti e si avvicinò definitivamente allo scudetto.

Felice Borel II, il capocannoniere

Il grande protagonista offensivo della Juventus fu Felice Borel II.

L'attaccante bianconero concluse il campionato con ben 31 gol, risultando nettamente il miglior marcatore della Serie A.

Alle sue spalle si piazzò Busoni del Livorno, autore di 24 reti, mentre Giuseppe Meazza dell'Ambrosiana-Inter e Antonio Vojak del Napoli chiusero con 21 gol ciascuno.

Il rendimento di Borel fu fondamentale per la conquista dello scudetto e confermò la tradizione offensiva della Juventus di quel periodo.

Giuseppe Meazza, la stella dell'Ambrosiana

Se Borel II fu il simbolo della Juventus, Giuseppe Meazza rappresentò l'Ambrosiana-Inter.

Meazza aveva già raggiunto la fama nazionale e internazionale e continuava a essere uno dei giocatori più importanti del calcio italiano.

Nella stagione 1933/34 segnò 21 gol in campionato e contribuì a mantenere l'Ambrosiana nella lotta per il titolo fino alle ultime giornate.

Il duello tra Juventus e Ambrosiana fu quindi anche una sfida tra grandi campioni del calcio italiano.

Il Napoli di Vojak

Alle spalle delle due grandi rivali si piazzò il Napoli, autore di una stagione eccellente.

La squadra partenopea concluse il campionato al terzo posto con 46 punti, gli stessi che l'Ambrosiana aveva ottenuto nelle prime 32 giornate prima di chiudere a quota 49.

Il Napoli ebbe nel suo attacco un altro grande protagonista: Antonio Vojak, autore di 21 reti.

La squadra napoletana chiuse davanti a Bologna e Roma, confermandosi tra le principali realtà del calcio italiano.

La classifica finale della Serie A 1933/34

PosizioneSquadraPuntiGol fattiGol subiti
1Juventus538831
2Ambrosiana-Inter496624
3Napoli464630
4Bologna425333
5Roma405632
6Fiorentina364653
7Pro Vercelli344137
8Milan334947
9Livorno324447
10Lazio314854
11Triestina303945
12Alessandria284057
13Brescia274152
14Palermo272845
15Torino274650
16Padova263149
17Genoa243651
18Casale173266

La Juventus chiuse quindi con quattro punti di vantaggio sull'Ambrosiana-Inter e sei sul Napoli.

Una stagione particolare anche per la Nazionale

Il campionato 1933/34 si svolse in un periodo molto importante per il calcio italiano. L'Italia era infatti pronta a ospitare il Campionato del Mondo del 1934, torneo che avrebbe avuto un enorme impatto sul calcio nazionale.

La presenza del Mondiale modificò anche il calendario della Serie A: alcune giornate furono infatti riprogrammate rispetto alle date originarie.

Il torneo mondiale si sarebbe concluso con il trionfo dell'Italia, rendendo il 1934 uno degli anni più importanti nella storia del calcio italiano.

Il significato dello scudetto del 1934

Il titolo conquistato nel 1933/34 fu particolarmente importante per la Juventus perché rappresentò il quarto scudetto consecutivo del club.

La squadra bianconera aveva ormai costruito una vera e propria egemonia sul calcio italiano.

Il successo del 1934 non arrivò però facilmente. L'Ambrosiana-Inter rimase a lungo in testa e costrinse la Juventus a disputare un campionato di grande continuità.

Alla fine furono la forza dell'organico, la capacità realizzativa di Borel II e la solidità difensiva a fare la differenza.

I numeri principali della stagione

Campione d'Italia: Juventus
Punti: 53
Partite: 34
Vittorie: 23
Pareggi: 7
Sconfitte: 4
Gol segnati: 88
Gol subiti: 31
Capocannoniere: Felice Borel II, 31 gol
Seconda classificata: Ambrosiana-Inter
Terza classificata: Napoli

Conclusione

Il campionato italiano 1933/34 fu una stagione di transizione tra due epoche del calcio italiano. Da una parte c'era la grande Juventus degli anni Trenta, capace di conquistare il quarto titolo consecutivo; dall'altra emergevano campioni come Giuseppe Meazza e Antonio Vojak, destinati a diventare protagonisti della storia del calcio nazionale.

La Juventus vinse il duello con l'Ambrosiana-Inter grazie a un finale di stagione straordinario e chiuse il torneo con 53 punti e 88 gol segnati.

Fu il trionfo di una squadra dominante, ma anche una stagione ricca di grandi attaccanti, rivalità e partite memorabili. E soprattutto fu il preludio a un'estate destinata a entrare per sempre nella storia: quella del Mondiale del 1934 vinto dall'Italia.

Una formazione della Juventus nella stagione 1933-34, in posa all'interno dello stadio Municipale "Benito Mussolini" di Torino (attuale Olimpico). Da sinistra: Carlo Carcano (allenatore), Gianpiero Combi, Umberto Caligaris, Pedro Sernagiotto "Ministrinho", Raimundo Orsi, Virginio Rosetta (capitano), Renato Cesarini, Giovanni Varglien, Luigi Bertolini, Felice Placido Borel, Giovanni Ferrari, Mario Varglien.


lunedì 22 dicembre 2014

Il quinquennio juventino - Stagione 1932/33

SERIE A 1932/33
Durante il calciomercato, l'Ambrosiana-Inter fu particolarmente attiva: arrivarono in nerazzurro il portiere Ceresoli, il fantasista uruguagio Frione, ma soprattutto due campioni affermati come il napoletano Mihalic ed il bomber genoano Levratto. La Juventus non fece una campagna acquisti clamorosa, ma piuttosto ringiovanì l'attacco con il brasiliano Sernagiotto e fece esordire in prima squadra il diciottenne Borel, soprannominato "Farfallino".  Per il resto non ci furono grossi movimenti a parte l'acquisto di Ferraris II, da parte del Napoli, e di Banchero, da parte della Roma.

Il campionato non offrì grandi spunti. La Juventus dominò la classifica quasi sempre, eccetto nel periodo iniziale con un tentativo di fuga da parte del Napoli, poi rientrato. Alle sue spalle, l"Ambrosiana-Inter tornò a recitare un ruolo degno del suo blasone, mentre Bologna, Napoli e Roma cercavano di inserirsi nella lotta per le prime posizioni. In coda, il Casale riuscì a salvarsi mentre Bari e Pro Patria caddero in Serie B.

Classifica finale
SERIE A 1932/33
18/09/1932-29/06/1933
Juventus 54
Ambrosiana-Inter 46
Bologna 42
Napoli 42
Roma 39
Fiorentina 39
Torino 36
Genova 1893 34
Triestina 34
Lazio 33
Milan 32
Pro Vercelli 29
Palermo 29
Padova 28
Alessandria 28
Casale 24
Bari 22
Pro Patria 21
La classifica dei cannonieri fu vinta da Borel, rivelazione juventina, con 29 reti, davanti all'esperto Schiavio del Bologna con 28, seguiti poi dal napoletano Vojak I con 22 e da Meazza con 20.

JUVENTUS Campione d'Italia 1932/33 (5° titolo)
Formazione: Combi; Rosetta, Caligaris; Varglien I, Monti, Bertolini; Sernagiotto, Varglien II, Borel II, Ferrari, Orsi. Altri Titolari: Ferrero, Santagostino, Genta, Cesarini, Munerati, Vecchina, Imberti. Allenatore: Carlo Carcano
La rosa quasi al completo della Juventus, Campione 1932/33. In piedi, da sinistra: l'allenatore Carcano, Cesarini, Rosetta, Combi, Caligaris, Ferrero e Munerati. Al centro, da sinistra: Varglien I, Monti e Bertolini. Seduti, da sinistra: Sernagiotto, Varglien II, Borel II, Ferrari e Orsi.
Il campionato di Serie B fu vinto dal Livorno che fu promosso insieme al Brescia. In Prima Divisione fu retrocessa solo la Monfalconese CNT che, per problemi finanziari, si era ritirata dal campionato dopo sei giornate.  Atalanta e Pistoiese furono ripescate per la riforma della Serie B. 

martedì 9 dicembre 2014

Il quinquennio juventino - Stagione 1931/32

SERIE A 1931/32
Il calciomercato fu caratterizzato da una grande quantità di oriundi sudamericani in arrivo. La presenza sul mercato sudamericano più importante fu quella della Lazio che acquistò ben 7 brasiliani (Castelli, Del Debbio, De Maria, Guarisi, Rizzetti, Serafini e Tedesco) più l'allenatore (Amilcar Barbuy). Non è un caso se la compagine biancoceleste fu soprannominata "Brasilazio" (ricordiamo che oltre ai nuovi acquisti erano già presenti in rosa i cugini Fantoni, anch'essi brasiliani). I colpi migliori però furono messi a segno dall'Ambrosiana che ingaggiò l'argentino Demaria e l'uruguagio Scarone, il Bologna con l'uruguagio Sansone ed i campioni uscenti della Juventus che si aggiudicarono le prestazioni di Luis Monti (argentino, vice-campione del mondo 1930) e di José Maglio, anch'egli argentino. Oltre all'ingaggio del mediano alessandrino Bertolini. 
Il Bologna fu la squadra che si aggiudicò il girone di andata grazie anche ad una Juventus condizionata dall'assenza di Monti a causa dalla pessima forma in cui si trovò al suo arrivo. Nel girone di ritorno il Bologna fu vittima di un calo di forma e perse colpi, consentendo la rimonta ed il sorpasso alla Juventus che riuscì anche ad aggiudicarsi lo scontro diretto. I bianconeri si aggiudicarono il loro quarto titolo (secondo consecutivo) con due giornate d'anticipo.
In coda, Modena e Brescia non riuscirono ad evitare la retrocessione. Il Brescia giunse allo spareggio col Bari terz'ultima classificata, ma ne uscì sconfitto.

Questa la classifica finale:
SERIE A 1931/32
13/09/1931-12/06/1932
Juventus 54
Bologna 50
Roma 40
Fiorentina 39
Milan 39
Ambrosiana-Inter 38
Alessandria 38
Torino 37
Napoli 35
Pro Patria 31
Genova 1893 30
Casale 28
Lazio 27
Triestina 27
Pro Vercelli 27
Bari 25
Brescia 25
Modena 22

Spareggio salvezza
Bologna, 16/06/1932 : Bari-Brescia 2-1

La classifica dei marcatori fu vinta dal bolognese Schiavio e dal viola Petrone con 25 gol. Dietro a loro Marchina dell'Alessandria e Meazza dell'Ambrosiana-Inter con 21, Maini del Bologna e Orsi della Juventus con 19.

JUVENTUS Campione d'Italia 1931/32 (4° titolo)
Formazione: Combi; Rosetta, Ferrero; Varglien I, Monti, Bertolini; Munerati, Cesarini, Vecchina, Ferrari, Orsi. Altri Titolari: Caligaris, Varglien II, Maglio, Rosa. Allenatore: Carlo Carcano
Una formazione della Juventus Campione d'Italia 1931/32. In piedi, da sinistra: Combi, Munerati, Vecchina, Bertolini, Ferrari, Varglien I, Monti, Caligaris e l'allenatore Carcano. In basso, da sinista: Cesarini, Rosetta e Orsi.
Il campionato di Serie B fu vinto dal Palermo che fu promosso insieme al Padova. In Prima Divisione furono retrocesse Udinese, Lecce e Parma.